Moa Holmsten

Live al Druso (Ranica-BG), 22 settembre 2023

Moa Holmsten, svedese, artisticamente nasce metallara, alla fine degli anni Novanta, voce della band Meldrum. Terminata dopo una decina di anni quell’avventura, Moa non è una fan di Bruce Springsteen quando nel 2013 incontra una sua canzone e si appassiona. Da questo incontro nasce con Tony Naima (chitarrista, arrangiatore, produttore) l’idea di dedicare un intero album alle canzoni di Springsteen, note e meno note. L’impresa, quando si tocca un repertorio così consistente, famoso, ben impresso nella memoria, non è delle più facili, eppure nasce “Bruised Arms & Broken Rhythm”, un album affascinante, che ricrea con arrangiamenti singolari, a volte sorprendenti, i brani di Springsteen: fondamentalmente è un lavoro che ha puntato all’estrema sintesi dei suoni, pochi, misurati, ha svuotato il suono della E Street Band, lo ha sospeso, per puntare sulla dinamica ed evidenziare alla fine tutta la potenza lirica e sonora dei brani. Anni fa Alberto Lanfranchi, ideatore di Noi & Springsteen, sentì-vide quello che aveva realizzato Moa Holmsten e la portò per la prima volta in Italia, ospite della finale del contest nel 2019. Poi l’ha riportata e riportata nel nostro Paese. Moa interpreta questo repertorio sul palco con un’energia straordinaria, grande presenza, un concentrato di bellezza e potenza vocale: talmente energica che da un momento all’altro t’aspetti che, in preda all’adrenalina live, scenda, ti venga a prendere, per riempirti di botte. E aggiungo che, se succedesse, forse mi farei pure picchiare (il barone von Sacher-Masoch insegna…).

La sua band è un classico rock: due chitarristi (acustico ed elettrico), basso e batteria. Suonano bene, Tony Naima (chitarrista acustico e cori) è un gigante che non t’aspetti, ma la differenza sul palco la fa lei. La scaletta la vedete.

Lei dice: “Il CD di questo progetto è esaurito, dovrei ristamparlo. Non so neanche quante copie ha venduto, comunque sono finite! Se volete, potete ascoltarlo su Spotify. A me non ne viene nulla, i soldi vanno tutti a Springsteen!”. Lo afferma sorridendo, con ironia. Magistrali le versioni di “Born To Run” (lenta, morbida, cantata), “Tougher Than The Rest” (Moa dice: “Questa canzone riguarda me”), “Because The Night” (Moa si mangia Patti Smith e forse forse pure Bruce). Verso la fine del concerto propone tre brani suoi, belli e cattivi. Saluta. Torna per il bis e schianta i presenti con una versione strepitosa di “Incident On 57th Street”: suono sospeso, le chitarre per gran parte del brano effettano, ripetono solo una nota, con lei che canta, quasi a cappella, fantastica, fino ad esplodere nel finale, suonato da tutta la band a pieno volume. Una cover della madonna: potete vedere il video su YouTube, girato per strada, negli Stati Uniti.

Stefano Bonagura
Da piccolissimo, quattro ascolti fondamentali: “Tutti Frutti” (versione Elvis Presley, 45 giri del 1956), “Magic Moments” (Perry Como, 45 giri del 1957), “Torero” (Renato Carosone, 45 giri del 1957), “Wachet Auf, Ruft Uns Die Stimme” (corale bachiano, BWV 645). Sono le basi della passione e della curiosità musicale cresciuta in seguito. Questa passione, unita alla curiosità, è diventata nel tempo programmi radio & tv, giornalismo e critica musicale per testate specializzate, prodotti per la discografia, editoria, produzione artistica e organizzazione per Musicultura a Macerata, formazione professionale per il CPM di Milano.

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