Anna Magnani

Anna Magnani, della quale oggi ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa, è stata un simbolo del cinema italiano in quel periodo glorioso che va dagli anni ’40 agli anni ’70.

È stata la prima italiana a vincere l’Oscar come miglior attrice (dopo di lei il premio sarebbe andato a Sophia Loren e in campo maschile a Roberto Benigni) ed è stata a lungo il volto del nostro Paese nel mondo. Un volto talmente unico, talmente riconoscibile, che resta celebre la frase detta un giorno dall’attrice ad un truccatore: «Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele».

Romana fin nel midollo, nata l’8 marzo 1908, di estrazione popolare, si avvicinò al mondo della recitazione alla fine degli anni ’20, per poi debuttare sul grande schermo nel 1934. In carriera ha interpretato 46 film e vinto un Oscar, un Golden Globe, una Coppa Volpi, un Orso d’argento e due David di Donatello.

Abbiamo pensato di ricordarla suggerendo dieci suoi film da (ri)vedere. Ve li presentiamo in ordine cronologico.

Teresa Venerdì di Vittorio De Sica (1941)

In questo film, ispirato ad un romanzo dello scrittore ungherese Rezsö Török, Anna Magnani interpreta la parte di una cantante di varietà, amante di un giovane pediatra. Un ruolo abbastanza atipico per l’attrice romana, che lascia il segno in una commedia che si inserisce nel cosiddetto filone dei “telefoni bianchi”. Una curiosità: nel 1949 il film è stato rieditato con il titolo Il gallo della checca.

Campo de’ fiori di Mario Bonnard (1943)

Commedia di ambientazione popolaresca, ha il suo punto di forza nel cast nel quale, oltre ad Anna Magnani figurano, fra gli altri, Aldo Fabrizi e Peppino De Filippo. Qui la Magnani è una fruttivendola, amica di un pescivendolo, suo vicino di banco sul mercato. Il rapporto fra i due, all’inizio improntato molto sull’ironia, virerà sul finale verso qualcosa di diverso. Tra gli autori della sceneggiatura figura anche Federico Fellini.

Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945)

Il film che ogni italiano dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Capolavoro del neorealismo, vede Anna Magnani recitare ancora al fianco di Aldo Fabrizi. La storia, è risaputo, è ambientata a Roma, nel 1944, negli anni della Resistenza. Il personaggio interpretato dall’attrice romana è ispirato a Teresa Gullace, donna italiana uccisa dai soldati nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi.

L’onorevole Angelina di Luigi Zampa (1947)

Grazie a questo film Anna Magnani vinse il suo primo importante riconoscimento internazionale: la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile alla Mostra del Cinema di Venezia. In questo film l’attrice, che figura anche tra gli sceneggiatori, interpreta il ruolo di una borgatara, paladina della povera gente del quartiere, che si scontra con un costruttore edile.

Vulcano di William Dieterle (1950)

Questo film, che vede Anna Magnani recitare al fianco di Rossano Brazzi, venne girato nelle isole Eolie nel 1949. Contemporaneamente Roberto Rossellini, che da poco aveva lasciato Anna Magnani per Ingrid Bergman, girava a pochi chilometri di distanza Stromboli (Terra di Dio). Triangolo amoroso e rivalità sul grande schermo, il film lo si ricorda più per ragioni extracinematografiche che per il suo valore intrinseco. La vicenda è stata raccontata nel 2000 dal libro La guerra dei vulcani.

Bellissima di Luchino Visconti (1951)

Un’altra pietra miliare del cinema italiano, con Anna Magnani che qui disegna l’indimenticabile ritratto di una madre che cerca in tutti i modi di far entrare la figlia di 6 anni nel mondo dello spettacolo. Un soggetto, quello scritto da Cesare Zavattini, che resta ancora incredibilmente contemporaneo ad oltre 70 anni di distanza. Nel cast c’è anche un giovane Walter Chiari.

La rosa tatuata di Daniel Mann (1955)

Grazie a questo film, nel 1956, Anna Magnani vinse il Golden Globe e l’Oscar come miglior attrice protagonista. Recitato in inglese (lingua che l’attrice studiò per potersi cimentare nelle produzioni internazionali), il film è firmato, per quanto riguarda soggetto e sceneggiatura, da Tennessee Williams, grande amico della Magnani e secondo molti il suo mentore. L’attrice (che fra l’altro aveva paura di volare e spesso preferiva viaggiare in nave) non si recò a Los Angeles a ritirare l’Oscar, che fu consegnato da Jerry Lewis nelle mani di Marisa Pavan, a sua volta candidata come miglior attrice non protagonista.

Pelle di serpente di Sidney Lumet (1960)

La rosa tatuata fece di Anna Magnani una star a livello planetario. Nel 1958 fu nuovamente candidata all’Oscar per Selvaggio è il vento e per lo stesso film vinse l’Orso d’argento al Festival di Berlino e il David di Donatello. L’anno dopo vinse nuovamente il David di Donatello, questa volta per Nella città l’inferno (lo si potrà vedere oggi alle 23.10 su Cine34). Nel 1960, quindi, Anna Magnani tornò sul grande schermo in Pelle di serpente, anche questo film con soggetto e sceneggiatura di Tennessee Williams. Il protagonista maschile è Marlon Brando e fra i due, si dice, sul set non ci fu grande simpatia. Il film è l’ultimo girato ad Hollywood dell’attrice romana. Nel 1960 ad Anna Magnani venne anche dedicata una stella sulla Walk of Fame.

Risate di gioia di Mario Monicelli (1960)

In questa commedia, tratta da un soggetto di Alberto Moravia, Anna Magnani recita al fianco di Totò. Il film si dice che nacque per mettere fine a una vertenza giudiziaria e non fu particolarmente fortunato per l’attrice, che durante le riprese si ruppe anche un braccio. La coppia Magnani-Totò, in ogni caso, nobilita un lavoro che viene ricordato soprattutto per la bravura degli attori. Lo si potrà vedere oggi alle 14.05 su Rai Movie.

Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini (1962)

Il secondo film di Pasolini fu presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ed è ambientato nella periferia romana. Il ruolo interpretato da Anna Magnani, una prostituta decisa a cambiare vita, è di quelli impossibili da dimenticare. Rete 4 lo manderà in onda oggi alle 16.45.

Negli ultimi anni della sua vita Anna Magnani tornò a recitare in teatro, lavorò per la televisione e nel 1972 fece un cameo in Roma di Federico Fellini. Il 26 settembre 1973 si spense per un tumore al pancreas in una clinica romana. Al suo fianco c’erano il figlio Luca (avuto nel 1942 dall’attore Massimo Serato) e Roberto Rossellini, con il quale nel frattempo si era riconciliata.

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