Intervista a The Andre: «”Alla fine” è la chiusura di un concept circolare»

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the andre

Da qualche giorno è disponibile il videoclip di Alla fine, il nuovo singolo di The Andre, tratto dall’album Mentre non riesco a dormire.
Lo abbiamo raggiunto per un’intervista a tutto campo, dagli inizi con le canzoni trap in stile De André all’ultimo singolo e al concerto di presentazione che si terrà tra dieci giorni. Il 12 ottobre, infatti, The Andre presenterà Mentre non riesco a dormire live in full band all’Arci Bellezza di Milano. I biglietti sono disponibili sulla app di ticketing e discovery DICE.

Mentre non riesco a dormire è disponibile anche in vinile autografato e in edizione limitata cliccando qui.
Il videoclip di Alla fine, invece, è stato realizzato dagli illustratori Dan&Dav, e potete vederlo in fondo all’articolo.

Eccovi la nostra intervista a The Andre.

Partiamo proprio dalla fine, ovvero da Alla fine, nuovo singolo e ultimo brano di Mentre non riesco a dormire. La mia idea sul brano, e sul disco in generale, è che quando il ritornello cambia da “mentre non riesco a dormire” a “mentre non riesci a dormire”, allarghi il campo come a farci capire che le cose di cui hai parlato nell’album non riguardano solo te, ma tutti noi come collettività.

Non saprei spiegarlo meglio. Avevo proprio l’intento di concludere in maniera circolare, riprendendo sia il titolo, sia il ticchettio dell’orologio, però rimbalzando la domanda a chi ascolta. Questo per cercare di non limitare il discorso alla propria interiorità rimasticata, ma aprire l’orizzonte, guardando a tutti quanti.

Un concept album circolare, un po’ alla Pink Floyd.

Sono un loro grande fan, quindi dove posso rubo qualche spunto.

A proposito di “rubare”… Ascoltando il disco ho notato alcune cose che mi hanno fatto pensare a possibili fonti di ispirazione. Quindi prima ti chiedo cosa ha ispirato il tuo stile e il disco, poi ti dico a cosa ho pensato io.

Per la parte testuale di questo disco ho ascoltato molto l’ultimo lavoro di Bo Burnham, Inside. Lui è un comico-musicista, ed ha fatto uno speciale molto interessante in cui è chiuso in una stanza da solo e registra tutto questo disco da solo. Molti dei temi che tocco nell’album sono stato portato a trattarli proprio dopo aver ascoltato Inside.
Dal punto di vista musicale, invece, ho ascoltato soprattutto il penultimo album di Kendrick Lamar, Damn.
Questi due album, secondo me, sono quelli che hanno influito un po’ di più sulla lavorazione di Mentre non riesco a dormire. Adesso però sono curioso di sapere cosa hai trovato tu.

Io in realtà ero rimasto in Italia… Nelle tracce più rap, tipo Bianconiglio, ho trovato delle similitudini con lo stile di Caparezza. In quelle più cantautorali, e soprattutto nel ritornello di Le cose che non posso dire, per scrittura, metrica e anche timbro vocale, mi hai ricordato moltissimo Samuele Bersani.

Davvero? Questa cosa della voce mi era già stata detta, perchè io in realtà ho un registro vocale non completamente sovrapponibile a quello di De André, ma un po’ più alto.
Per la metrica non saprei: conosco alcune delle canzoni più famose di Bersani che ho ascoltato tempo fa, ma non sono un suo ascoltatore abituale, quindi questo accostamento è molto curioso.

Per chi era rimasto al The Andre che rifaceva i pezzi trap con la voce di De André questo disco di inediti può sembrare strano, però è estremamente interessante. Nelle canzoni parli di molte tematiche importanti, anche sociali, in un modo decisamente non scontato, con rime non banali e con una scelta delle parole non casuale. Tutto questo fa trasparire un grande lavoro di ricerca e cesello, proprio come in realtà faceva De André. Insomma, Mentre non riesco a dormire potrebbe essere una specie di Storia rap di un impiegato.

Sono tutti riferimenti che ho e che fanno parte del mio bagaglio. Magari sono venuti fuori un po’ più inconsciamente rispetto a quelli che ti ho citato prima, però sono contento che emerga questa cosa, perchè c’è stato un lavoro molto intenso sui testi. Ovviamente anche sulla musica, ma il lato testuale è quello a cui tengo di più.

Parlando proprio di tematiche sociali ed estremamente attuali (purtroppo), il tuo album è uscito lo scorso giugno, ma Signora mia sembra quasi la risposta perfetta al libro di Vannacci.

Pensa che quel brano è stato anche “frainteso” da alcuni giornalisti, che mi hanno detto “hai proprio ragione, ormai non si può più dire niente”. Io però in realtà volevo dire un’altra cosa…

Tornando all’ultimo singolo, Alla fine, il videoclip realizzato da Dan&Dav è quasi minimalista ma centra perfettamente il senso del brano e dell’intero album. Com’è nata la vostra collaborazione?

Ho scoperto che erano dei miei fan nel 2018, quando nel loro classico video di “riassunto” dell’anno appena concluso, tra tutte le varie figurine che a un certo punto si vedono, c’ero anche io con cappuccio e occhiali. Li ho ringraziati, da lì ci siamo conosciuti ed hanno realizzato il videoclip di Captatio Benevolentiae, qualche anno fa. Il risultato è stato molto apprezzato, quindi gli ho chiesto se gli andava di fare anche il video di Alla fine, ed hanno accettato.

Hai nominato Captatio Benevolentiae. Citando quello che dici nel brano, nel momento in cui hai iniziato a fare canzoni inedite, quanto è stato difficile farsi accettare da chi era abituato alle cover?

Diciamo che non è stato pesante dal punto di vista emotivo, nel senso che non sono stato male, però mi è stato molto difficile far passare il messaggio che ero più interessato a fare cose nuove rispetto a continuare a fare quelle cose lì.
Per chi non mi segue assiduamente, quindi, la cosa più “grossa” che ho fatto rimane ancora quella, e da parte mia c’è un continuo lavoro per cercare di far conoscere il resto di quello che ho fatto.
Non è una parte della mia storia che vorrei rinnegare, semplicemente vorrei andare avanti, e mi sembra che ultimamente ci stia riuscendo.

E proprio guardando avanti, tra pochi giorni presenterai Mentre non riesco a dormire dal vivo, insieme alla band.

Saremo io, il mio tastierista storico e un bassista. Presenteremo l’album e ovviamente ci saranno anche delle canzoni un po’ più vecchie per lisciare il pelo al pubblico d’antan, però il focus principale sarà sul nuovo disco.
Sento particolarmente questo live, perchè anche se l’album è uscito già da qualche mese, presentarlo al pubblico della zona intorno a Milano, dove storicamente c’è una grossa fetta del mio pubblico di riferimento, è una cosa che vorrei cercare di far bene.
Poi vediamo cosa succede, per autocitarmi.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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