La moglie di Tchaikovski

L'altra faccia dell'amore. Stavolta dalla parte di lei

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La moglie di Tchaikovsky
di Kirill Serebrennikov
con Alyona Mikhailova, Ekaterina Ermishina, Odin Lund Biron, Nikita ElenevPëtr Il’ic

Il compositore Tchaikovsky sposa Antonina Ivanovna Miljukova. Tchaikovsky è omosessuale, Antonina Ivanovna è innamorata dell’amore che prova per Tchaikovsky ma non vede e non ascolta l’uomo che ha davanti. Sono due disperazioni che si incrociano: lei che si sente destinata a lui da Dio, lui che accetta lei nell’illusione di non essere quel che è. Poi iniziano i guai. Tchaikovsky diventa famoso e non va disturbato: l’entourage del musicista spinge Antonina a lasciarlo,
Antonina Ivanovna è solo un nome nel passaporto del musicista, ma è lacerata tra l’idea che Dio le ha dato Tchaikovsky per amore e i bisogni sessuali che la spingeranno nel caos. Lei sarà per sempre la moglie di Tchaikovski fino alla follia. “So che non mi ami e questo mi fa male ma io non posso non amare te”. In L’altra faccia dell’amore (1970) Ken Russell raccontava il malessere di questo matrimonio a partire dai terrori di Tchaikovsky. Serebrennikov assume il punto di vista di Antonina: rituali autopunitivi, molti segni di croce alla maniera ortodossa, una vita sessuale parallela che sembra un incubo, salti temporali e una terribile commistione tra naturalismo e stati di allucinazione. E un finale in cui la tragedia sfiora il grottesco.

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