L’imprevedibile viaggio di Harold Fry
di Hettie MacDonald
con Jim Broadbent, Penelope Wilton, Earl Cave, Linda Bassett, Daniel Frogson
Una vecchia compagna di lavoro, Queenie, è in fin di vita in un hospice. Il pensionato Harold Fry (Broadbent) esce per imbucare una lettera di auguri per la malata, una ragazza gli dice che sua zia è guarita dal cancro con l’affetto ed ecco che Harold imbuca la lettera, telefona alla moglie Maureen e le comunica che parte per un pellegrinaggio a piedi di 800 chilometri per tenere in vita l’amica Queenie fino al suo arrivo. Non è una stramberia inconsueta: Werner Herzog andò a piedi a Monaco a Parigi per tenere in vita Lotte Eisner, storica del cinema. Descrisse il viaggio in Sentieri nel ghiaccio. Il nostro Harold Fry è più appartato, attraversa il Regno Unito per sentieri e provinciali con scarpe fragili e piedi malconci, da sud a nord , con sempre meno soldi, spesso aiutato da sconosciuti gentili. Poi qualcuno lo fotografa e finisce sui giornali. La sua impresa attira simpatia ma anche un codazzo di idealisti, perdigiorno, fanatici in cerca di una causa (si vedeva anche in Forrest Gump: se uno corre, molti si accodano senza un perché…). Il viaggio di Harold è un viaggio nella coscienza e nei ricordi. Alcuni terribili. Ma chi era l’amica misteriosa che spaventa la moglie di Harold? Se avrete la pazienza di camminare con lui saprete la verità.






































