L’esorcista- Il credente

Richiamata alle armi la mamma di Regan, l'indemoniata del 73

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L’esorcista – Il credente
di David Gordon Green
con Lydia Jevett, Olivia O’Neill, Ellen Burstyn, Leslie Odom Jr., Ann Dowd, Raphael Sbarge, Jennifer Nettles

In teoria è il sequel di L’esorcista di William Friedkin 50 anni dopo, ed è stato affidato a uno specialista di sequel come David Gordon Green, che ha la mano pesante e un immaginario che sembra sempre quello di Halloween: comunità rurali alle prese con Mike Myers e pronte a farsi giustizia da sè. Questa volta le indemoniate sono due ragazzine, una nata dalla mamma moribonda dopo un terremoto (e una benedizione voodoo, ad Haiti), l’altra figlia di un pastore e una bigotta. Come al solito quando il male si manifesta è una festa di corpi deturpati, teste che ruotano, freddo, puzza, vomito, parolacce e minacce bibliche. La posizione della chiesa ufficiale nel film (affidarsi alla psichiatria) è ritratta come vile e – unica idea buona, ma presto buttata via – le famiglie delle indemoniate per l’esorcismo fai-da-te richiamano in causa Chris MacNeill (Ellen Burstyn) ovvero la mamma dell’indemoniata Regan del classico del 1973. Non basta. Il collegamento si ferma lì, a parte un finale strappacuore e alcune scene che sembrano ricalcate- ma scollegate- su quelle dell’Esorcista di Friedkin. Quello metteva il dubbio. Questo non ha niente di più dei soliti film sulle possessioni a parte l’inclusività: una indemoniata è nera.

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