La manifestazione (ingresso gratuito con tessera) è promossa da Sottosuolo, associazione degli studenti di filosofia dell’Università Statale di Milano
Il 25 maggio 1975 a Milano, Fabrizio, Franco, Marco e Alfredo, quattro ragazzi neofascisti reduci dal funerale di un vecchio gerarca, decidono di compiere una bravata contro i “rossi” del liceo Beccaria. Poi dopo una sosta in un bar di Piazza San Babila, loro ritrovo abituale, aggrediscono Lola che l’impotente Marco violenta con un manganello, picchiano un “rosso” rimasto isolato da un corteo di scioperanti e infine inseguono una coppia di giovani comunisti uccidendo la ragazza a coltellate. Saranno però arrestati grazie alla testimonianza di Lola. San Babila ore 20: un delitto inutile (l’11 ottobre) di Carlo Lizzani (1976) sarà introdotto da Barbara Grespi, docente di cinema e teorie del visuale, Università Statale di Milano, che parlerà del tema I giovani dell’estrema destra meneghina: estetica, immaginario e luoghi di ritrovo. In un campo della periferia milanese viene ritrovato il cadavere straziato di Maria Grazia, quindicenne figlia di un noto professore. Il capo redattore Bisanti (Gian Maria Volontè) di un quotidiano di destra, dà l’incarico di seguire il caso a un giovane giornalista alle prime armi. L’obiettivo è quello di incastrare un militante della sinistra extraparlamentare che in realtà non ha niente a che fare con la morte della giovane. Con l’avvicinarsi delle elezioni una campagna mediatica contro la sinistra fa parte della strategia del giornale. Marco Bellocchio nel 1972 con Sbatti il mostro in prima pagina (il 18 ottobre) mette in evidenza i legami tra la stampa, la politica e le forze dell’ordine. Il film sarà introdotto da Ivan Carozzi, giornalista per il Post e ll Tascabile che affronterà il tema Il giornalismo come strumento di controllo e di indirizzo dell’opinione pubblica. Lo scontro politico e ideologico sui quotidiani degli anni Settanta. Ugo Piazza (Gastone Moschin), un duro della malavita milanese appena uscito da San Vittore, è accusato dai suoi ex complici di aver nascosto il consistente malloppo di 300.000 dollari. Nel ’72 Fernando Di Leo firma Milano calibro 9 (il 25 ottobre) dal racconto di Giorgio Scerbanenco, un cult amatissimo da Quentin Tarantino. La pellicola sarà presentata da Cesare Giuzzi, Corriere della Sera, che introdurrà il tema La criminalità organizzata nella nebbia di una Milano noir.







































