C’è febbre per il nuovo disco di inediti dei Rolling Stones, a diciotto anni dal precedente A Bigger Bang. Hackney Diamonds esce domani, 20 ottobre, ma se ne parla da tempo.
Intanto due sono i singoli presentati in anteprima: Angry e Sweet Sounds Of Heaven. Dodici le canzoni totali per un tempo di realizzazione nemmeno tanto lungo.
L’album è stato registrato in varie località del mondo, tra cui gli Henson Recording Studios di Los Angeles, i Metropolis Studios di Londra, i Sanctuary Studios di Nassau, Bahamas, gli Electric Lady Studios di New York e gli Hit Factory/Germano Studios, sempre a New York.
Possiamo immaginare che in qualche occasione Mick Jagger sia partito dall’Italia, dove ha passato un buon periodo di vacanze, per arrivare in sala di incisione e cantare come solo lui sa fare, anche a 80 anni suonati.
Questo è il primo album senza Charlie Watts, che però presenzia in ben due brani: Mess It Up e Live By The Sword. Quest’ultimo pezzo vede al basso Bill Wyman.
L’assenza di Watts è la più dolorosa per gli Stones, che lo hanno a più riprese ricordato. Pare, inoltre, che sia stato proprio lui a raccomandare come suo sostituto Steve Jordan che, pur non avendo il carisma di Watts, non sbaglia un colpo in questo nuovo album.
Il blues come linea guida
Diciotto anni senza nuove canzoni, ma qualcuno ricorda bene che il 2 dicembre 2016 la band ha pubblicato Blue & Lonesome, un totale omaggio al blues con dodici cover di brani anni Cinquanta e Sessanta.
Un amore, quello con il blues, mai tenuto a freno. Non a caso anche una delle nuove canzoni è marcatamente blues e, secondo i canoni di chi ama il genere, è dato per scontato che le band che lo praticano diano il meglio proprio nelle esibizioni dal vivo.
La stessa cosa potrebbe riguardare i Rolling Stones, che si sono molto dedicati alle tournée, lasciando i fans a digiuno di nuove canzoni.
Hackney Diamonds, il disco brano per brano
Si parte con Angry, subito veloce. La voce di Jagger molto dentro al pezzo, spesso con coralità, mentre il ritmo spinge come da marchio di fabbrica. La chitarra elettrica solista di Keith Richard governa il suono compatto, da band.
Brano presentato con un video che ha realizzato ben 18 milioni di visualizzazioni, diretto da Francois Rousselet e che ha come protagonista l’attrice nominata agli Emmy Sydney Sweeney.
Get Close continua ancora con più ritmo. Chitarra elettrica e voce stavolta più in primo piano, e una seconda parte dove irrompono un sax e una tromba rispettivamente di James King e Ron Blake. C’è anche un tappeto incessante di pianoforte con un Elton John in gran forma.
Si prende fiato, perchè “dopo due shake arriva un lento”, diceva un noto cantante di balera. Così ecco Depending On You a mo’ di ballata, con ampia sezione d’archi composta da nove violini, due viole e due violoncelli.
Ma è solo una pausa perché eccoli tornare scatenati con Bite My Head Off, forse il brano più hard, con la sorpresa Paul McCartney che giganteggia con il suo basso dal suono dirompente, come un bordone lungo tutto il brano. Inusuale quanto straordinariamente accattivante.
A questo punto si va avanti con tanto ritmo serrato e incessante nella successiva Whole Wide World, stavolta con la formazione tipo, dove primeggiano Mick Jagger alla voce, Keith Richards alla chitarra, Ronnie Wood alla chitarra, Steve Jordan alla batteria, Matt Clifford a piano e tastiere.
Si prende fiato con Dreamy Skies, tipicamente blues. Chitarre riposate e la voce di Jagger al meglio, ed è lui stesso che suona l’armonica.

Richard e Jagger binomio vincente
Mess It Up è forse il brano che non aggiunge nulla di nuovo a un album che mostra gli Stones in grandissima forma sia compositiva (regge alla grande il binomio Richard-Jagger) che nella realizzazione su disco. Anche qui comunque non mancano le sorprese, come quando a metà canzone Jagger cambia registro e rilancia il pezzo sfoderando una freschezza vocale che si avverte in tutto l’album.
Eh sì, l’aria della Sicilia gli ha fatto bene ai polmoni.
Intanto, per la successiva Live By The Sword torna Elton John al piano, ma è il riff di chitarra in partenza che imprime subito carattere e ritmo. Anche qui esce compatto il marchio stilistico degli Stones, che si mantiene vivo al di là di ogni ospite presente e partecipe a una musica di festa.
Corposa con Richards in seconda voce Driving Me Too Hard, ma è nella successiva ballata Tell Me Straight che Richard prende il comando anche alla della parte vocale.
Ecco arrivare Sweet Sounds Of Heaven, lunghissima, oltre i sette minuti, con Jagger dominante e una Lady Gaga che si inserisce per creare una progressione gospel di grande impatto. Senza contare il gran lavoro al piano, Rhodes e moog di Stevie Wonder, con anche il sax e la tromba che aiutano a far salire il brano.
Impensabile, ma anche questi sono i Rolling Stones di oggi.
Ciliegina sulla torta, arriva la conclusiva Rolling Stone Blues, dove il titolo dice tutto e mette tutti d’accordo. Chi sa suonare blues così, è perché di strada ne ha macinata tanta, e stavolta bastano loro due, Richards alla chitarra e Jagger a voce e armonica.
Il parere di Arturo Stalteri
Tra i tantissimi fans del gruppo inglese va senz’altro citato Arturo Stalteri, pianista e compositore, apparentemente distante dallo stile rock blues degli Stones.
Invece Stalteri, che da trent’anni oltre che realizzare dischi da solista è uno dei conduttori di punta di Rai Radio 3, rivela che la sua passione per il gruppo risale all’adolescenza: «Una volta ascoltati li ho sempre seguiti, al punto che per la scorsa tournée li ho visti dal vivo per l’ennesima volta, a San Siro di Milano il 21 giugno e poi ad Amsterdam il 7 luglio, dopo che mi ero presentato anche il 13 giugno ma a causa del Covid preso da Jagger il concerto è stato posticipato. Nonostante questo ho potuto assistere a qualcosa di unico dove ciascuno, nonostante l’età, dà sempre il massimo.
Per me è sempre una gioia ascoltarli, come anche attendo con trepidazione l’uscita dell’album dove già i due brani conosciuti mi hanno entusiasmato. A parte quello sorprendente con Lady Gaga e Stevie Wonder, che non è nuovo alla collaborazione con gli Stones, trovo che il primo singolo “Angry” contenga elementi che vanno scoperti dopo un paio di ascolti. Infatti non è per nulla scontato come appare al primo ascolto. Certo, rappresenta un loro marchio come stile, eppure piace sempre, per non parlare del video spettacolare che lo accompagna».
Pop up Store esclusivo a Milano
Dal 20 al 26 ottobre la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires a Milano si trasforma nel Pop up Store esclusivo dedicato alla band con edizioni esclusive di musica e merchandising.
Solo qui si potrà trovare un vinile completamente rosso in edizione limitata e una t-shirt ideata e personalizzata in esclusiva per il pubblico italiano.
La tracklist di Hackney Diamonds, il nuovo album dei Rolling Stones
- Angry
- Get Close (feat. Elton John)
- Depending On You
- Bite My Head Off (feat. Paul McCartney)
- Whole Wide World
- Dreamy Skies
- Mess It Up (feat. Charlie Watts)
- Live By the Sword (feat. Charlie Watts, Bill Wyman, Elton John)
- Driving Me Too Hard
- Tell me Straight
- Sweet Sounds of Heaven (feat. Lady Gaga, Stevie Wonder)
- Rolling Stone Blues






































