I blink-182 tornano con “One More Time…” e sono sempre loro (recensione)

0
Blink-182 I-Days Milano
© Rory Kramer

Sono passati ben 11 anni da quando è uscito l’ultimo album dei blink-182 nella formazione storica, ma da oggi finalmente One More Time… è disponibile e vede di nuovo il pista il trio composto da Mark Hoppus (basso e voce), Tom DeLonge (chitarra e voce) e Travis Barker (batteria).

I tre hanno inciso l’album nel bel mezzo del tour di reunion, che ha registrato il tutto esaurito nelle arene, negli anfiteatri e negli stadi di tutto il mondo. L’album, prodotto da Travis Barker, contiene 17 nuove canzoni.
One More Time… è disponibile sia in digitale sia nei formati CD, vinile nero standard e altre 2 varianti in vinile colorato: indie coke bottle clear in vendita esclusiva da Discoteca Laziale e l’opaque white in vendita in esclusiva per Amazon.

Anticipato dal singolo che dà il titolo all’album, pubblicato lo scorso 21 settembre, e da diversi altri brani (ben 6 in totale) rilasciati in streaming nel corso di queste settimane, da oggi finalmente tutti i fan della punk pop band californiana possono ascoltare il nuovo lavoro nella sua interezza.

La seconda reunion

Dopo un primo scioglimento nel 2005 c’era stata già una prima reunion nel 2008. Dopo che Travis Barker aveva avuto un incidente aereo del quale è stato uno degli unici due sopravvissuti, i rapporti con Tom DeLonge si sono ricuciti e sono arrivati due album, Neighborhoods nel 2011 e l’EP Dogs Eating Dogs nel 2012.

Nel 2015, però, il chitarrista lascia nuovamente la band, ma stavolta Barker e Hoppus decidono di andare avanti senza di lui, ingaggiando al suo posto Matt Skiba, cantante e chitarrista degli Alkaline Trio. La nuova formazione ha successo, tanto che l’album California, pubblicato nel 2016, arriva al numero 1 della classifica Billboard. Nel 2019 esce un nuovo album, dal titolo Nine, ma le cose stanno per cambiare ancora una volta.

All’inizio del 2021, a Hoppus viene diagnosticata una rara forma di linfoma e nello stesso anno è stato sottoposto a chemioterapia per liberarsi dal cancro.
La diagnosi porta ad un incontro segreto tra lui, DeLonge e Barker per riunirsi nuovamente e superare vecchie controversie.
Skiba rimane all’oscuro del ritorno di DeLonge fino a quando non viene annunciato pubblicamente nel 2022. Nonostante ciò, mostra entusiasmo e gratitudine per il trio e ringrazia i fan. DeLonge ha ricambiato contattando Skiba in privato sui social media per ringraziarlo per il tempo trascorso con la band.

Le parole della band sulla reunion

Superate le controversie e tornati di nuovo finalmente insieme, è stato Tom DeLonge durante l’intervista realizzata con Zane Lowe per Apple Music 1 a raccontare il modo in cui è stata affrontata la lavorazione di questo nuovo album: «Ricordo che dissi a mia moglie: “Non credo che suonerò mai più. Continuerò a fare dischi e a pubblicarli, in qualsiasi caso”, ho letteralmente detto: “Non credo che andrò mai più in tour”, finché Mark non mi ha detto che era malato, a quel punto ho pensato che era l’unica cosa che volevo fare.
Ed è buffo come succedono queste cose… A volte hai bisogno di questi grandi momenti spirituali nella tua vita che ti riducono davvero a zero e ti fanno ricostruire, perdere l’ego, perdere tutte le cose assurde».

Mark Hoppus: «L’unico modo per fare di nuovo i Blink 182 è che sia fottutamente divertente. Se riusciremo a farlo a modo nostro e non avremo persone alle calcagna che ci dicano: “Devi fare questo, devi fare questo, devi fare questo”.
Quindi la nostra missione è stata quella di immaginare che i Blink fossero i fottuti Beastie Boys, è stata la nostra chiamata alle armi. Lo farebbero i fottuti Beastie Boys? Lo farebbero i Ramones? I Fugazi lo farebbero? Se non ci sta bene, e se non vogliamo farlo, allora fanculo tutti, lo faremo a modo nostro.
E ora, toccando ferro, sembra il momento migliore della band da sempre. È nostro, è la nostra visione creativa e siamo noi tre».

Facciamolo un’altra volta…

Partiamo dal titolo, che ci viene spiegato sempre da DeLonge: «Questo è il sentimento. Ne abbiamo parlato come band ed è come se l’avessimo chiamato così perché: “Ehi, la gente penserà che stiamo facendo solo questo?”. No. Da parte nostra, è come se dicessimo: “Questa è l’ultima volta che mandiamo tutto a puttane, ci teniamo a quello che facciamo, lo coltiviamo, ce ne prendiamo cura e ne siamo grati e cercheremo di essere il meglio che possiamo”».

Sulla title-track invece interviene Travis Barker: «One More Time parla proprio di questo… Ci chiediamo perché ci vogliono queste catastrofi come quelle del mio incidente aereo o quella di Mark che si è ammalato perché la nostra band torni insieme?».

Tom DeLonge: «Odio quando i gruppi si sentono compiaciuti quando pubblicano dischi a fine carriera, si ha l’impressione che siano solo dei prodotti fatti ad hoc. In questo album nessuno ha fatto il passo più lungo della gamba, l’unica cosa che mi interessa in questo momento è scrivere qualcosa che sia importante per me, che sia autentico per la mia esperienza e per noi, e che mi faccia venire voglia di cantare davanti a 15.000 persone. Non voglio sprecare nulla, ho quasi perso tutto, per cui non voglio pubblicare niente di schifoso».

La recensione di One More Time…

Il brano che apre l’album ha un titolo nostalgico per i fan dei blink-182. Già, perchè Anthem Part 3 rimanda a canzoni contenute nei due dischi di maggior successo della band, ovvero Anthem nel mitico Enema of the State e Anthem Part 2 nel successivo Take Off You Pants And Jacket. E proprio da quest’ultimo riprende lo stile musicale.

Dance With Me e Fell in Love ci portano una versione un po’ inedita dei blink-182, quasi un pop-punk ballabile, con la seconda canzone che contiene anche un’intepolazione di Close to Me dei Cure nel riff di sintetizzatore.

In Terrified troviamo tracce di autotune ed effetti sonori, per poi rallentare il ritmo per la prima volta, arrivando al brano che dà il titolo all’album e a quell’incipit che in poche parole racconta le vicissitudini della band degli ultimi anni, prima di tornare insieme: “Sconosciuti / da sconosciuti a fratelli / da fratelli a sconosciuti di nuovo”.

More Than You Know sembra partire sulla falsariga del brano precedente, ma esplode con la classica deflagrazione d’impatto alla blink-182, con la batteria di Barker a farla da padrone, con una ritmica strepitosa e una cassa in evidenza. Una vera bomba punk, e molto probabilmente il punto più alto dell’intero disco.

La brevissima Turn This Off! ci riporta con la mente a Happy Holidays, You Bastards, e ha un concetto molto chiaro verso il perbenismo dilagante: “se sei offeso da queste parole allora per favore vai a fanculo!”.

Forse il brano che più di tutti rimanda allo stile del passato è quello che fa praticamente da spartiacque del disco, e forse non è un caso che il titolo sia When We Were Young e che parli della spensieratezza di quando si era giovani.

Edging è certamente il brano più conosciuto dell’album, essendo stato rilasciato esattamante un anno fa all’annuncio del ritorno dei blink-182 alla formazione originaria.

Quando partono le prime note di You Don’t Know What You’ve Got sembra di tornare ancora una volta indietro nel tempo, alle atmosfere di Adam’s Song: l’arpeggio di chitarra e i passaggi sugli splash della batteria rimandano chiaramente a quel brano. Stile richiamato un po’ anche in Blink Wave, che però coi sintetizzatori rimanda più a sonorità new wave anni ’80

Si torna a pestare duro sull’acceleratore e sulla batteria con Bad News, brano sulla serenità ritrovata nel chiudere una relazione tossica per passare ad Hurt (interlude), breve intermezzo che ci porta dentro Turpentine.

Other Side è un tributo a Robert ‘Noise’ Ortiz, backliner di Mark Hoppus, morto nel 2022: “Non sarà più lo stesso palco, ma ci rivedremo dall’altra parte”.

Chiude l’album Childhood, canzone che ha avuto una gestazione decisamente lunga: Travis Barker ha infatti raccontato che prima di arrivare a quella definitiva, sono state prodotte 35 versioni del brano. Alla fine, però, il batterista lo considera uno dei migliori brani in assoluto dei blink-182.

Conclusione

Tra pochi mesi l’album simbolo della band, Enema of the State, compirà un quarto di secolo.
25 anni sul groppone sono tanti, e tante sono anche le vicissitudini personali che hanno coinvolto i membri della band, che troviamo ampiamente riflesse nei testi delle canzoni.
Anche la musica nel frattempo è cambiata, e se per chi ha consumato gli album dei blink-182 a cavallo del passaggio di millennio One More Time… può essere considerato una sorta di regalo per nutrire l’adolescente che alberga ancora in noi, non è detto che oggi questo tipo di musica possa avere un effetto dirompente anche su chi adolescente lo è adesso.

One More Time… rimane comunque un buon disco, con una produzione (dello stesso Travis Barker) che rimane sullo sfondo e non va a snaturare quello che è sempre stato il sound della band californiana.
Non ci sono tentativi di aggiornare il suono dei blink-182 al 2023: le manipolazioni sonore, quando usate, sono quasi sempre funzionali al brano stesso.
Sbaglia anche chi lo definisce un’autocelebrazione. In fin dei conti il sound della band è sempre stato questo, incursioni in altri generi comprese, quindi perchè dovrebbero proporre qualcosa di diverso e che non gli appartiene?
In definitiva, i blink-182 sono tornati, sono più adulti e trattano anche temi più maturi, ma in fondo sono sempre i cazzoni che conosciamo da decenni.

E per chi avesse ancora da ridire, il testo di Fuck Face, breve ma diretto, spiega la posizione della band:“You Talk Too Much… Shut up!”.

La tracklist e la copertina di One More Time…
  1. Anthem Part 3 (3:33)
  2. Dance With Me (3:08)
  3. Fell in Love (2:18)
  4. Terrified (2:48)
  5. One More Time (3:28)
  6. More Than You Know (3:37)
  7. Turn This Off! (0:23)
  8. When We Were Young (2:40)
  9. Edging (2:29)
  10. You Don’t Know What You’ve Got (3:18)
  11. Blink Wave (3:08)
  12. Bad News (2:19)
  13. Hurt (interlude) (1:21)
  14. Turpentine (3:05)
  15. Fuck Face (0:27)
  16. Other Side (3:33)
  17. Childhood (4:17)

Total running time: 44:35

blink-182 - one more time

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome