Mi fanno male i capelli

Identificazione di una donna. In Monica Vitti

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Mi fanno male i capelli
di Roberta Torre
con Alba Rohrwacher, Filippo Timi

“Mi fanno male i capelli” lo diceva Monica Vitti in Deserto rosso di Michelangelo Antonioni (1964). È la frase chiave del cinema dell’incomunicabilità. Alba Rohrwacher, che qui si chiama Monica, in qualche modo somiglia alla Vitti, ha una malattia mentale in cui ai ricordi della sua vita si sovrappongono i dialoghi, le acconciature, i vestiti dei film di Monica Vitti. È una sostituzione dolce e terribile a cui il marito Filippo Timi assiste impotente. Alba/Monica si sta trasformando in Monica Vitti attraverso la visione compulsiva dei suoi film, la ripetizione dei suoi dialoghi e alla fine i dialoghi tra Monica e il fantasma di Monica Vitti e degli attori in un gioco di allucinazioni tra film e vita. È in sostanza un’alienazione attraverso uno studio di storia del cinema. Tenero e disperato. L’idea è bella e la modalità molto femminile e malinconica. Un solo difetto: il percorso sempre identico di un’alienazione è per forza ripetitivo, e forse lungo la strada perde forza.

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