Negrita in concerto all’Alcatraz di Milano: racconto e scaletta

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Foto tratta dal profilo Facebook dei Negrita

Il rock live dei Negrita è ancora tra noi. Dopo il precedente tour acustico nei teatri, durato tre anni (periodo Covid compreso) e culminato nell’album dal vivo MTV Unplugged, la band di Arezzo è tornata alla sua dimensione elettrica con un nuovo tour nei club, che ieri ha fatto tappa (la prima di due) all’Alcatraz di Milano, per l’occasione completamente gremito e pieno di entusiasmo.

Uno show che è una grande festa

Pau e compagni arrivano sul palco alle 21.15, dimostrando subito di essere in grande spolvero e desiderosi di divertirsi senza freni: «Ragazzi, ricordatevi che siamo qui per fare BORDELLO!», è il saluto del frontman prima di attaccare con Siamo ancora qua, brano tratto dall’ultimo album di inediti della band, Desert Yacht Club. Si tratta di un inizio caratterizzato dalle chitarre elettriche e tanta energia, che prosegue anche con le canzoni successive, Bambole e Il libro in una mano, la bomba nell’altra.

Senza la pressione di un nuovo disco in promozione ad anticipare gli appuntamenti live, i Negrita sembrano volersi semplicemente godersi una festa insieme al proprio pubblico, in un momento di ritrovo e convivialità all’interno del club per eccellenza del capoluogo meneghino. Una festa in cui ovviamente l’imperativo è muoversi, ballare, battere le mani all’unisono e cantare a squarciagola.

Un momento di convivialità, tuttavia, è anche un momento per celebrare qualcosa. La band non manca di ricordare che nel loro repertorio ci sono brani che hanno quasi trent’anni, come Io sono, intensa ballata rock del 1995 che sorprende il pubblico di Milano, e Cambio, canzone che viene eseguita nell’ultima parte del concerto e che infiamma l’Alcatraz. Trent’anni durante i quali i Negrita hanno portato avanti la loro musica sempre in modo diverso, come Pau sottolinea a metà concerto: «Nei primi album erano molto forti le influenze anglosassoni, avevamo bisogno di ritrovare la nostra italianità. E per trovarla, siamo andati in Sudamerica». È l’introduzione perfetta per pezzi come Radio Conga, che fa scatenare tutta la sala, Notte Mediterranea, e il classico Rotolando verso sud. L’atmosfera latina è particolarmente presente in Che rumore fa la felicità, eseguita con un arrangiamento particolare ed inedito.

Non mancano anche i momenti più intimi ed emozionanti: Non torneranno più, che la band dedica a tutti coloro che “non ci sono più”, commuove per la sua vena nostalgica e malinconica, mentre con Ho imparato a sognare  si sogna davvero, trasportati dal suono dell’armonica a bocca di Pau.

Il concerto all’Alcatraz di Milano dei Negrita si conclude con tre canzoni fatte apposta per far scatenare il pubblico: oltre alla già citata Cambio, sono Mama maé e Gioia Infinita, perfette per salutare la band e cogliere il loro augurio di rientrare a casa con un po’ più di “gioia infinita” nel cuore.

La scaletta del concerto dei Negrita all’Alcatraz di Milano

1. Siamo ancora qua
2. Bambole
3. Il libro in una mano, la bomba nell’altra
4. Io sono
5. Negativo
6. Non ci guarderemo indietro mai
7. In ogni atomo
8. Hemingway
9. Il gioco
10. Che rumore fa la felicità?
11. Brucerò per te
12. Radio Conga
13. Notte mediterranea
14. Rotolando verso Sud
15. Salvation
16. Non torneranno più
17. Ho imparato a sognare
18. Il giorno delle verità
19. La tua canzone
20. A modo mio

21. Cambio
22. Mama Maè
23. Gioia infinita

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