C’è ancora domani
di Paola Cortellesi
con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Romana Maggiora Vergano, Emanuela Fanelli
Secondo dopoguerra in una Roma ancora occupata dagli americani. Macerie, povertà, fame. Vita assai grama di Delia (Cortellesi), casalinga piena di lividi, maltrattata da un marito manesco (Mastandrea) perché “nervoso: ha fatto due guerre”. L’atmosfera di casa prelude a tre possibilità: Delia lascerà il mostro, Delia soccomberà al mostro, la figlia di Delia potrebbe sposarsi e forse fare una vita migliore. Ma anche nel principe azzurro si cela qualcosa di maligno. Bianco e nero, corale, gergale, ricchissimo di scene piene di comparse che sanno tutte fare bene il loro ruolo. L’esordio alla regia della Cortellesi, tolta qualche ingenuità qua e là, è sorprendente, in un paio di momenti passa da una replica del neorealismo che non suona quasi mai sintetica a guizzi surreali improvvisi (una violenza casalinga che si trasforma in un balletto). Si vede che ha studiato il cinema di quegli anni e quando l’aspettiamo al varco dell’ovvio ci regala due sorprese vere. Complimenti.




































