Laura Pausini è sempre stata una grande affabulatrice. Oggi era un fiume in piena. Ha parlato quasi ininterrottamente per un’ora e mezza raccontando una ad una le canzoni del suo nuovo album Anime parallele. E ogni tanto si metteva a cantarne una a cappella. Poi ha risposto alla domande dei tanti giornalisti accorsi. A tratti era visibilmente emozionata, come quando ha raccontato Flashback, canzone basata su una storia di violenza familiare realmente accaduta. Più divertita quando ha raccontato i retroscena del suo matrimonio, tenuto nascosto a tutti, persino agli invitati, fino all’ultimo istante (le “promesse” di quel matrimonio le trovate in Davanti a noi).
Anime parallele, che arriva a 5 anni di distanza dal precedente lavoro in studio, Fatti sentire, è un vero e proprio concept album che racchiude sia storie autobiografiche, sia di altre persone.
Spiega Laura: «Questo disco celebra il diritto all’individualità degli esseri umani in quanto cittadini che abitano il mondo e che percorrono insieme le stesse strade, ma con anime, sogni e desideri diversi. Ecco perché parlo di Anime parallele. Il vero obiettivo è accogliere anche e soprattutto chi non incrocia il nostro cammino. Perché è facile rispettare chi conosciamo, ma lo è altrettanto rispettare chi non conosciamo? Abbiamo punti di vista, culture e idee differenti, non siamo quindi le stesse persone, e riconoscere questa diversità è un valore oltre che una sfida».
In un mondo in cui prevalgono l’indifferenza e i giudizi affrettati, Laura sceglie la via del rispetto e dell’empatia, e promette di mostrare ancora una volta la sua voglia di essere una donna forte ma con le sue preoccupazioni e i suoi dubbi, coerente con se stessa e con il suo percorso, lei che non ha mai paura di mettersi in discussione.
«La pandemia ci ha costretti ad ascoltare i nostri pensieri e le nostre domande, fino a quando siamo tornati a vivere, senza essere più quelli di prima, siamo diventati tutti Anime parallele, omologati per paura di essere esclusi, anche se più lontani gli uni dagli altri, con meno punti di riferimento e d’incontro. Mi sono chiesta come volessi sopravvivere a questa nuova realtà, affrontandola. Non ho trovato tutte le risposte ma continuo a cercarle. E in questo processo ho capito che l’unico modo era iniziare a guardare noi stessi da fuori, come se i miei occhi fossero sopra di me, sopra noi piccoli esseri umani che camminano per le strade del mondo. Ho messo al centro l’individualità e il suo diritto a essere rispettata. E così è nato il filo conduttore che lega i brani del mio album».
Guarda il video in cui Laura parla di Anime parallele.
Ecco come Laura Pausini racconta le canzoni del suo nuovo album.
Zero – L’atto zero di Anime parallele è il canto liberatorio di una donna consapevole delle proprie esigenze, che sceglie di volersi bene e non accontentarsi più, sfidando la paura di affrontare l’ignoto a colpi di nuove emozioni ed esperienze segnanti. A sostenere le liriche una ritmica pop-dance salda ed esplosiva, come esplosivo è il messaggio lanciato, perché nelle emozioni non ci sono mezze misure e un secondo sprecato è un secondo perso.
Un buon inizio – È una dichiarazione di intenti. Dentro c’è tutta la luce e la speranza che ogni nuovo inizio porta con sé, e la consapevolezza che in un mondo in costante cambiamento anche le cicatrici servono per volare meglio, per andare a vedere cosa c’è dopo, senza sedersi sul passato. Un buon inizio è una fotografia di tutto ciò che ha portato Laura fino al compimento di 30 anni di carriera. Presentata il 27 febbraio durante la maratona New York, Madrid e Milano, e segue in tracklist Zero: come se le due tracce, in qualche modo, si parlassero e aprissero la strada al viaggio che Anime parallele propone.
Durare – Dedicata a chi sa che durare insieme si può, questa ballad mette al centro due persone che si conoscono, si desiderano e vivono un amore che evolve col tempo, con passione e impegno quotidiano. Profonda ed essenziale, racconta nota dopo nota come sia ancora possibile inventarsi e capirsi per costruire un percorso di vita insieme, scoprendo quant’è bello dividersi un destino. Questa canzone è dedicata alle persone che sanno che durare, insieme, è ancora possibile. Io davanti agli occhi ho sempre l’esempio dei miei genitori, che stanno insieme da 50 anni.
Eppure non è così – Su una base dalle venature pop dance elettronico, il brano delinea in 3 minuti e 39 secondi i contorni delle fragilità di chi si sente esposto, in bilico tra abbracciare la propria libertà e adattarsi alle aspettative degli altri. Qui i riff di chitarra elettrica arrivano diretti come graffi, a squarciare il velo di una realtà che eppure non è così.
Cos’è – Un’introspezione recondita e viva, intima e sincera. Un acquerello dalle tinte soffuse per restituire il senso di smarrimento di chi, attanagliato dai ricordi, non riesce ad andare avanti e volgere altrove la propria direzione. Innescata dal pianoforte, la melodia di questa moderna ballad acquista progressivamente forza trovando il suo culmine nel ritornello, spazio in cui è racchiuso il significato più profondo di una domanda che sembra non avere risposta.
Tutte le volte – Un grido di malinconia e tormento, mosso da una passione carnale che diventa ossessiva anche se ci si rende conto di vivere una storia sbagliata, e nonostante questa consapevolezza non si riesce a farne a meno. Le armonie, delicate e cadenzate nelle strofe, esplodono nei ritornelli, potenti, fatti di alti e bassi e chiaroscuri, in un’altalena di stati emotivi, di attrazione irresistibile e lacerante distacco.
Il primo passo sulla luna – Una storia di legami e prospettive, di vicinanze e distanze incolmabili. Calata in un suono energico, con un bel groove elettronico, il pezzo accende i riflettori su un’amicizia interrotta per divergenza di idee, quando si giudica fermandosi al proprio pensiero senza la volontà di trovare una soluzione. Tutto finisce perché è più facile fare un passo sulla luna che incontrarsi a metà strada.
Dimora naturale – Uno scrigno prezioso, le pareti spesse di due cuori, di madre e di figlia, il legame ancestrale che le unisce fin dal primo respiro. Un beat contemporaneo con inspirazione anni ‘90 e suoni elettronici si fondono con una scrittura e un’atmosfera avvolgente come un abbraccio. “Dimora Naturale” è il posto dove tornare sempre, è reciproco abitarsi, prendersi per mano in un canto all’unisono, dove le atmosfere si fanno via via più delicate, e l’impasto sonoro tenero e sognante, addolcito da una cornice di archi… Ogni mia canzone è dedicata a qualcuno. Questa è dedicata a mia figlia Paola, ma avrei voluto dirglielo solo a disco uscito. Invece la sera che la cantai, senza che me ne accorgessi, entrò in sala regia e mi chiese a chi era dedicata. Non sapendo mentire, glielo dissi. E lei ribatte che le sarebbe piaciuto cantarla. Al che la chiamai al mio fianco e gliela feci cantare. Sarebbe dovuta rimanere una cosa tra noi, invece il produttore disse che gli piaceva parecchio, così abbiamo deciso di pubblicarla… Ma spero che la carriera come cantante di Paola finisca qui, io vorrei che nella vita facesse l’architetto.
Più che un’idea – La consapevolezza di essere uniti, di essere più che un’idea prende forma e colore in un campionario di immagini tenere e poetiche, frutto di un’intensa riflessione sul sentimento che lega due innamorati, legati da una passione travolgente. In questa missiva a cuore aperto il trascinante riff di chitarra guida il brano verso il ritornello dove l’iconica potenza vocale di Laura grida più che mai all’amore profondo.
Anime parallele – Il brano che regala il titolo disco è anche quello che ne riassume i contenuti: traccia le linee rette di vite diverse tra loro che, senza incrociarsi necessariamente, sono attratte l’una all’altra da un’energia purissima, una connessione magica e speciale. La melodia, squisitamente pop, è un invito a gran voce a percorrere la traiettoria della vita senza perdere il contatto con gli altri.
Però – La fotografia della consapevolezza di un sentimento i cui tratti iniziali vanno man mano a scemare. Forse la fine di un rapporto tra due persone costellato di ricordi indelebili e segreti inconfessabili passa sotto la lente della determinazione di chi ha deciso di mettere sé stesso al primo posto. La forza delle liriche raggiunge la massima espressione nel ritornello in cui è incorniciata la strofa-chiave: non sono quella che ha perso di noi.
Flashback – Una traccia dalle luci scure, dove la memoria si srotola in un lento rewind di ricordi del passato, che lacerano seppur a tratti sbiaditi: sulla scia del serrato ticchettio di un orologio il brano apre un varco temporale su un episodio che segna inevitabilmente il destino di chi subisce una violenza sessuale in famiglia, una atto atroce durato parecchi anni. Sono flashback che nessuna memoria riesce a cancellare. È una storia vera, mi è arrivata da una fan di vecchia data ed è dedicata a lei
Venere – Un viaggio introspettivo rivestito di vibranti sfumature synth e pop. Un sound chill accompagnato dal ritmo costante della batteria fa da tappeto a quella fuga dalla quotidianità necessaria per riscoprirsi, tra pregi e difetti. Un po’ come Venere, che avvolto in superficie da nubi scure nasconde un’atmosfera calda e profonda.
Vale la pena – Poderosa e solenne, firmata da Julio Reyes Copello, l’intro d’archi regala a questa traccia un’inaspettata apertura cinematografica, preannunciando un flusso di pensieri intimo e delicato, guidato dalla nostalgia. Gli innesti orchestrali donano ampio respiro al brano e profondità a quell’ultima scena fissata nella memoria, l’ultimo attimo felice insieme che vale la pena ricordare. Non ha senso amare, non legarsi a qualcuno solo per paura che possa svanire, ne varrà sempre la pena. Altro brano ispirato da una fan, dedicato a una persona scomparsa in un incidente stradale, una storia accolta dalla sensibilità e dall’empatia più unica che rara che caratterizza da sempre l’artista nel rapporto con il suo pubblico.
Oltre la superficie – Sorretta dall’incedere incalzante del basso elettrico, Oltre la superficie attiva un filo diretto con una persona speciale, quella che scavando sottopelle sa decodificare e amare anche i lati più spigolosi di chi ha di fronte, al contrario dell’abitudine diffusa di non saper guardare al di là dell’aspetto fisico e delle cicatrici che tutti ci portiamo dentro. Un inno pop-rock alla bellezza della complicità tra anime che si sono trovate e continuano giorno dopo giorno a scegliersi.
Davanti a noi – I saliscendi emozionali di Anime parallele” trovano il loro approdo sicuro in Davanti a noi, colonna sonora di un giorno speciale, le più romantiche promesse, quelle matrimoniali che ci siamo fatti io e Paolo prima di compiere questo passo, dopo 18 anni di vita insieme: prendersi cura l’uno dell’altro e superare le sfide mano nella mano, liberi di scegliersi sempre, in ogni istante della propria vita.
BONUS TRACK
Nemica – Una dedica a me stessa dal sound grintoso e nuances pop rock a trascinare chi ascolta verso un ritornello che profuma di consapevolezza, quella di essere ad un tempo migliori alleati o nemici giurati della propria persona. Un viaggio nei chiaroscuri dell’anima, che ne attraversa tutte le sfumature, portando in luce un tesoro profondo: è proprio quando si è più fragili, in conflitto col proprio io, che nasce la voglia di tornare a guardare in faccia il futuro e scrivere con coraggio la propria storia. A chi mi chiede chi è la peggior nemica di me stessa, rispondo senza esitazioni: sono io!
All’amore nostro – Il toccante racconto di una storia al capolinea è al centro di questa slow ballad sensuale, punteggiata dal pianoforte, intensa e delicata, dal testo finemente introspettivo. Dentro c’è quel senso di disillusione che rimane quando una relazione finita male ha lasciato ferite così profonde da non permettere di tornare a provare le emozioni di un amore vero.






































