Carrie – Lo sguardo di Satana è uno dei cult dello scrittore Stephen King, in quel periodo prolifico come pochi (tanto da aver generato qualche sospetto di ghost-writing), e che lo stesso King considera come il più vicino allo spirito originale del libro (non citando Brivido, curiosamente diretto da lui stesso e rimasto l’unica sua regia – francamente, ci scusi il Maestro di Portland, ma avendo visto Brivido è una scelta che condividiamo pienamente).
Brian De Palma dirige un teen horror di grande livello, dove comunque vengono portati sullo schermo tematiche importanti, come i “growing pains” della pubertà (non caso la protagonista ha le sue prime mestruazioni proprio all’inizio del film) e la rabbia nascosta dell’adolescenza che finisce poi per manifestarsi in modo tragico in un finale/climax stratosferico, nonché i rischi di una rigida educazione religiosa (argomento spinosissimo negli USA) in un mondo “liberale”. Imparagonabile rispetto al sequel del 1999 e all’insipido remake del 2013.
Da notare sullo schermo una talentuosa Sissi Spacek qui alla sua consacrazione, la spiritata madre di lei Piper Laurie e un giovane, già cotonatissimo John Travolta un anno prima de La febbre del sabato sera.
Altre ricorrenze
- 1938, nasce Pupi Avati, prolifico e versatilissimo regista bolognese
- 1998, muore Bob Kane, il creatore di Batman.





































