Una sezione speciale, Allende:50 anni dopo, analizza l’eredità lasciata dal Presidente cileno deposto dal sanguinoso colpo di stato militare
Argentina, Brasile, Cile e Messico sono i Paesi da cui provengono le 13 opere presenti nel Concorso Ufficiale. Tanti i temi affrontati dai film della sezione, dalla ricerca di giustizia delle sorelle di Silvia Filler, il cui assassinio diede il via al movimento studentesco argentino, negli anni ’70 (La memoria que habitamos), alle difficoltà di un adolescente rimasto senza famiglia (l’argentino Rinoceronte). Dalla critica al sistema sanitario implicita nella storia di Ada, colpita da un fulmine (l’argentino Impactados), ai danni dell’estrazione dell’oro in una piccola comunità del Parà, in Brasile (A margem do ouro). Storie di donne forti e coraggiose tra Brasile e Messico: Inventário de imagens perdidas immagina un futuro distopico in un Brasile avviato verso la guerra civile, Cazadora racconta la storia di Emilia e suo figlio Mateo, sopravvissuti a una pandemia, e l’arrivo della misteriosa Rena, che cambierà le loro vite. Ancora donne, in cerca di se stesse e del proprio posto nel mondo in due film cileni, El retrato de ella e Las coordenadas de la indeferencia. Si torna all’infanzia nel messicano El reino de Dios, in cui il piccolo Neimar aspetta con ansia la sua Prima Comunione, fino a quando un evento gli porterà via l’innocenza, ed è di nuovo un arrivo misterioso a cambiare la vita di una famiglia confusa in Todo lo iguana que se puede. Ancora Messico e adolescenza, con le prime prove dell’amore in Trigal, mentre nel cileno-argentinoEl castigo, due genitori cercano il figlio perso in due minuti di disattenzione. I 14 film di Contemporanea Concorso sono un caleidoscopio sulle anime dell’America Latina, da quella intimista a quella militante. Ritratti di chi non si stanca di percorrere il mondo in cerca di giustizia, con risultati dolceamari (l’argentino Bronca e l’ecuadoriano Guañuna), e di chi continua a lottare contro le disuguaglianze (il cileno- belga Que no me roben los sueños e il colombiano ¡Sí se puede! – sindicalismo en Colombia) o contro il destino, per affermare i propri sogni (il cileno-tedesco El arte de perder). Città che entrano nell’anima, anche di grandi architetti come Le Corbusier (Plan para Buenos Aires), e che sono teatro di grandi amori e vendette, come Rosario, la Chicago d’Argentina (l’argentino El paraíso). E poi storie di solitudini urbane (i messicani Un mundo raro e Mundos cósmicos) e di fari destinati a essere abbandonati (lo spagnolo Los últimos fareros). E tante storie, felici e infelici, di donne come racconta l’argentinoJulia no te cases; il documentario Expuesta, che rivela lo straordinario archivio fotografico di Andy Cherniavsky, una delle fotografe più apprezzate dell’Argentina e dell’America Latina; Umbral, che segue alcune donne in menopausa, per ripensare quel periodo della vita femminile; La mujer de estrellas y montañas, che rende giustizia a Rita, una donna rarámuri chiusa in un ospedale psichiatrico del Kansas fino a quando le autorità non hanno capito che lingua parlasse.Tutti i film in programma sono in versione originale, con sottotitoli in italiano.







































