Cento domeniche
di Antonio Albanese
con Antonio Albanese, Liliana Bottone, Bebo Storti, Sandra Ceccarelli, Maurizio Donadoni
L’operaio Antonio Riva di Albanese vive sul lago con la madre, è un tornitore in prepensionamento, lavoricchia per bisogno e per passione, perde anche quel lavoro, è separato, ha un’amante sposata, conformista e ipocrita, ha bisogno di soldi per il matrimonio della figlia e quando va in banca a prenderli scopre che deve chiedere un prestito perché tutta la sua liquidazione, che credeva investita in obbligazioni, è stata messa in azioni. Perché? Perché ha firmato il solito contratto chilometrico senza leggerlo (come facciamo quasi tutti). Le azioni sono colate a picco con la banca, i topi (i dirigenti) hanno abbandonato la nave prima, quasi tutti i risparmiatori locali sono nei guai. Fino a qui la brutta scoperta descritta con squardo inquieto e quasi incredulo, poi d’improvviso la tragedia e basta: Antonio Riva va in banca con un fucile da caccia e il film cambia registro, entra nella cronaca nera, emotivamente colpisce, spaventa persino (potrebbe capitare quasi a chiunque), l’esito però sembra fuori registro rispetto alle premesse. Le Cento domeniche del titolo sono quelle in cui un collega di Riva, anche lui rovinato dalla banca, si era costruito la casa con le sue mani. Il film è dedicato agli italiani onesti e truffati.






































