Contaminazioni elettroniche nell’album di cover “Time Machine” dei Rockets

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Rockets
foto live Rockets di Raffaella Vismara

Negli anni sono diventati una band di culto, i loro dischi vengono ricercati dai collezionisti. I Rockets hanno appena pubblicato il nuovo album Time Machine, composto da dieci cover che ripercorrono la storia della musica mondiale. 

Le cover dell’album

Una selezione non convenzionale che accoglie il reggae di Jammin (Bob Marley), una lunga versione di Walk On The Wide Side (Lou Reed), quindi On The Road Again (Canned Head), un brano che i Rockets avevano già proposto decenni orsono, manifesto elettronico con un forte accento ritmico del basso, Piccola Katy (Pooh)  in versione inglese, con tanto di intermezzo rap. E ancora, il soul jazz di Get Up (James Brown), perfino Riders On The Storm (Doors) e Rebel Yell (Billy Idol) fino a Rock n Roll Robot (Alberto Camerini), con il nostro arlecchino del rock che ha adattato la canzone e l’ha cantata in inglese

La formazione attuale

Oggi il gruppo Rockets è formato da Fabri Kiarelli, nei Rockets dal 2023, cantante con una carriera da chitarrista nel gruppo di Pino Scotto.  Dopo essere stato con Tricarico viene chiamato da Joe Vescovi per la riunione della leggendaria prog band The Trip nel doppio ruolo di cantante e chitarrista. Altre importanti collaborazioni quelle con gli UT di Gianni Belleno, fino alle partecipazioni internazionali con Mike Terrana e Malmsteen.

Alle tastiere Fabrice Pascal Quagliotti nato a Parigi, città dove si iscrive al Conservatorio per studiare organo classico e pianoforte. Prime esperienze con gruppi come gli Xerus, quando nel 1977 viene contattato da Christian Le Bartz per entrare nei Rockets. A Londra lavora con Sal Solo (ex Classix Nouveaux), Phil Gould (Level 42) e Trevor Horn (Buggles). Dopo diversi album e tournée con i Rockets pubblica da solista Parallel Worlds a cui fa seguito Undo che ha ottenuto un grande successo di critica.

Chitarrista dei Rockets, Gianluca Martino, ha suonato con Santa Esmeralda, Boney M, Loredana Berté, Articolo 31, Percy Sledge.

Al basso dal 1984 Rosaire Riccobono, già compagno di Fabrice Quagliotti negli Xerus. Suona con importanti jazzisti (Dizzy Gillespie, Phil Woods, Percy Heath) e nel gruppo Visitors.

A completare la sezione ritmica Eugenio Mori alla batteria con una passato come percussionista e timpanista presso il Teatro alla Scala. Negli Stati Uniti studia con artisti come Jeff Porcaro, Steve Houghton e Ndugu Chancler, attualmente è anche batterista della Premiata Forneria Marconi.

Foto di Massimo Malvestio & Massimiliano
L’intervista

Ci siamo fatti raccontare da Fabrice Pascal Quagliotti come i Rockets siano arrivati a pubblicare un album di sole cover:
È stato il nostro discografico Roy Tarrant a proporcelo. Stavo ascoltando con lui alcune musiche nel mio studio a Como e in verità non ci avevo mai pensato, ma l’idea mi ha subito interessato. Innanzitutto ho pensato subito a “On The Road Again”, cover che avevamo inciso nel secondo album dei Rockets del 1978. Il brano dei Canned Head lo avevamo caratterizzato con una forte componente elettronica ed è venuto facile riprenderlo con il nuovo organico. 

La scelta del brani è anche sorprendente, avete perfino ripreso “Piccola Katy” dei Pooh. Nulla a che vedere con la storia dei Rockets, invece?
Qui è sempre Roy Tarrant che ci ha chiesto di inserire qualche brano di estrazione italiana. Io ho subito pensato ai Pooh, perché ci conoscevamo avendo realizzato delle tournée con lo stesso management, ma avevo pensato ad altre canzoni come “Uomini soli” o qualcosa da “Parsifal”, poi Tarrant mi ha chiesto di ascoltare bene “Piccola Katy” che nel testo ha una valenza rispetto a quello che troppo spesso succede al mondo femminile. Non è stato facile, ma ci abbiamo lavorato, facendolo diventare un brano oin inglese e inserendo perfino un intermezzo rap. 

Nondimeno appaiono curiose le scelte di brani di Bob Marley, Doors e Lou Reed. Che collegamenti vi sono con i Rockets?
Stiamo parlando di artisti che ho sempre ascoltato negli anni Settanta, era la mia musica di riferimento. Poi il mio interesse si è rivolto verso il genere prog e di conseguenza verso l’elettronica, ma per quanto riguarda il reggae ricordo che già nel 1979, mentre registravamo uno dei nostri brani, ci siamo trovati in studio e per scaldarci siamo finiti a suonare proprio del reggae. Ovvio che nelle nostte rivisitazioni viene portata in evidenza la parte elettronica, e questo riguarda anche i brani di Lou Reed e Doors, mentre con Alberto Camerini, che ha sempre usato l’elettronica, abbiamo pensato di coinvolgerlo direttamente, così lui stesso ha cantato il brano in inglese, una versione che aveva preparato per merceto inglese. 

Nel 2012 Elio E Le Storie Tese si sono presentati sul palco del festival di Sanremo indossando le tute spaziali che usavate. Vi avevano avvisato?
No, ed è stato un piacere vederli con i nostri abiti. Il giorno dopo ho chiamato Elio per farci quattro risate. Noi adesso usiamo un altro abbigliamento quando usciamo per delle esibizioni.

A proposito, sono previsti concerti in Italia?
Dopo il bel concerto all’Arena di Verona nel settembre 2022 abbiamo avuto un’altra serie di concerti, infatti l’Italia ha sempre apprezzato la nostra musica, come anche altri paesi come la Russia dove abbiamo sempre potuto contare su attrezzature e posti ideali per i concerti. Ai nostri concerti venivano in diecimila persone, poi è arrivato il Covid e adesso la guerra con l’Ucraina… 

Infine, come mai nelle cover non avete scelto qualche brano vicino al vostro tipo di musica, per esempio dei Kraftwerk?
I Rockets sono stati contemporanei ai Kraftwerk e a certa musica cosiddetta dei corrieri cosmici tedeschi, ma che significato avrebbe avuto riprendere qualcosa che aveva già l’elettronica come base, meglio provare a risuonare un brano assegnandogli una matrice diversa, per farla più nostra.

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) , Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023), Franco Battiato - All'essenza (Mondadori, 2025)

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