Little Boys, da oggi disponibile l’album “Ricordati che devi morire”

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Little Boys, l’esplosivo Power Duo italiano nato artisticamente in Giappone, pubblicano oggi il nuovo album Ricordati che devi morire.

È trascorso un anno dall’omonimo album d’esordio, che ha ricevuto un ottimo riscontro di critica e pubblico e ha visto l’ampliamento della fanbase oltreoceano, abbracciando un nutrito numero di fan giapponesi amanti del rock. Questo ha portato i Little Boys a scalare anche la Top Ten Japan lo scorso marzo.

Il duo, nato artisticamente in Giappone per una sorta di scommessa, porta avanti il progetto con determinazione e grinta. Il nuovo lavoro è ricco di collaborazioni importanti. Un proseguimento del primo, un progetto che ha come spina dorsale del proprio sound il ritorno alle radici della musica contemporanea, la  visceralità di generi come il blues, una ricerca sonora per sottrazione e l’istintività che gioca un ruolo principe nel processo di creazione di questo secondo progetto artistico.

Il team di lavorazione dell’album

In Ricordati che devi morire, i Little Boys hanno collaborato con alcuni tra i migliori sound engineer internazionali: Toshikazu Yoshioka ( Miyavi, The Stokes, 8otto, Fat Joe and more ), Stuart Sikes (The White Stripes, Loretta Lynn, Cat Power and more), Kazunori Okamoto (autore di musica per anime e colonna sonora di film coreani, tra cui Manyo, Jinroh e The Age of Shadow), Livio Magnini ( Bluvertigo, Giorgia and more) e Luca Tacconi ( Elisa).

Il disco è stato registrato in presa diretta da Sotto il Mare Recording Studios di Luca Tacconi, conosciuto per il sound, le sale di ripresa e la sua attrezzatura analogica ricercata e vintage, mantenuta allo stato dell’arte. Uno studio puritano e ricercato che ha ospitato uno dei più noti produttori musicali Steve Albini (Nirvana).

I Little Boys hanno registrato tredici pezzi su nastro da 2” con Ampex a 24 tracce, incidendo in presa diretta la loro attitudine rock, le influenze delta blues e l’arroganza acid-punk.

Tredici sono anche le date già confermate per il tour, che partirà il 30 novembre dalla Slovacchia, per concludersi a marzo 2024 in Giappone.

Il singolo di lancio

Il brano che fa da apripista al nuovo album dei Little Boys è proprio la title track, Ricordati che devi morire.
La canzone sfida e intriga: c’è il desiderio ardente di sfidare, la tendenza a respingere le limitazioni, l’abilità di ingoiare le amare pillole della realtà.

I Little Boys raccontano: «”Ricordati che devi morire” riflette la nostra prospettiva sfacciata e ribelle sulla vita. È una cruda consapevolezza della finitezza delle cose, ma è parte della nostra natura presuntuosa e infantile essere incuriositi da questa nozione, piuttosto che intimoriti.  Il testo incita a spingersi avanti, a vivere con coraggio, a sfidare i divieti e i segreti. Sì, potrebbe essere un atteggiamento temerario, ma ci godiamo. Il piacere della corsa, del rischio, la trasgressione delle convenzioni, queste sono le cose che ci alimentano».

«“Sono pronta, ho imparato sulle dune a resistere”. Questa riga parla di vulnerabilità nascosta, di lotte affrontate, dell’austera esistenza sulle mutevoli sabbie delle dune. È un paradosso, probabilmente. Ma potrebbe essere anche l’essenza della nostra complessità, il nostro diritto morale di vivere pienamente, nonostante (o forse proprio a causa) la consapevolezza della morte».

Chi sono i Little Boys

I Little Boys sono un duo Power Rock nato nell’inverno del 2020 in Giappone, dopo una scommessa su un volo aereo: Elle (Laura) alla chitarra/voce ed Esse (Sergio) alla batteria.
Dopo aver sperimentato in altre band e progetti e aver collaborato con affermati artisti italiani si sono fusi nell’attuale formazione a due, proseguendo incoraggiati dal fascino della sottrazione musicale.

Elle è sempre stata la frontwoman nei progetti ai quali ha collaborato: ha una personalità eccentrica che si riflette negli innumerevoli cambi di look. Scrittrice e artista prolifica e poliedrica, inizia la gavetta musicale come pianista per passare poi alla chitarra elettrica che suona in modo del tutto eccezionale – è mancina – al contrario, ma senza girare le corde. Questo stile esprime perfettamente la filosofia di Elle e ne rappresenta l’elisir motivazionale: creare difficoltà per sentirsi autentica, entrare in competizione con se stessa superando i propri limiti.

Esse è più riservato e pacato, ma è proprio questa diversità a dare vita e dinamicità alla band, offrendo a Elle una complicità assoluta.
L’infatuazione per il suono vintage li porta negli studi di registrazione di Verona Sotto Il Mare Records, famoso per l’elaborazione fedele e cruda del suono.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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