Un omaggio al cineasta che ha creduto nel cinema come veicolo di storie e non di virtuosismi stilistici
Nato a Bisacquino (Palermo) il 18 maggio 1897, Frank Capra, immigrato all’età di sei anni con la sua famiglia negli Usa per sfuggire alla miseria della Sicilia e naturalizzato americano, dopo aver svolto vari mestieri approda casualmente al cinema girando alcune comiche interpretate da Harry Longdon. Dopo aver diretto negli anni Trenta tre film melodrammatici che hanno come protagonista Barbara Stanwyck, nel 1934 firma Accadde una notte, con la coppia Clark Gable e Claudette Colbert, una pellicola ambientata durante la Grande Depressione di enorme successo. Assertore di un cinema come veicolo di storie e non di virtuosismi con la cinepresa, Capra diventa il più importante rappresentante del New Deal con le sue commedie È arrivata la felicità, L’eterna illusione (il 15 dicembre, ore 15.30 e il 20 dicembre, ore 18.00), Mr. Smith va a Washington, nelle quali mette in bocca a giovanotti altissimi come Gary Cooper– Mister Deeds e James Stewart– Mister Smith, nelle loro crociate provinciali contro i templi del denaro, della giustizia, della politica, parole di fuoco a difesa della democrazia calpestata. Il regista nelle sue interviste ha ricordato più volte il periodo della sua vita di cui è stato particolarmente orgoglioso, quello della seconda guerra mondiale, quando insieme ai colleghi William Wyler e John Ford, ha realizzato su incarico del presidente Roosevelt, il programma di propaganda Perché combattiamo, composto da sette documentari non tutti diretti, ma prodotti e supervisionati da lui. Nel 1946, tornato alla vita civile, gira La vita è meravigliosa (il 12, ore 15.30; il 21, ore 15.30; il 23 dicembre, ore 15.30), una pellicola che alla sua uscita nelle sale non riesce a conquistare il pubblico americano. Solo negli anni Sessanta l’opera sarà rivalutata dagli spettatori diventando in tutto il mondo il classico film di Natale trasmesso dalle televisioni di mezzo mondo. Nel 1948 è la volta di Lo stato dell’Unione (il 13, ore 15.30 e il 20 dicembre, ore 15.30), interpretato da Spencer Tracy e Katharine Hepburn, tratto dall’omonima pièce teatrale di Russel Crouse e Howard Lindsay. Nei suoi film Capra ha sempre valorizzata figura femminile, mettendo in secondo piano il personaggio maschile raffigurato come un sognatore incapace di tenere i piedi per terra. Il regista, ancora oggi tra i più amati di Hollywood, ha creduto in un cinema legato alla realtà portatore di sani valori tradizionali di onestà. Frank Capra muore il 3 settembre 1991. Il ciclo a lui dedicato propone anche il celebre Arsenico e vecchi merletti (il 14, ore 15.30 e il 22 dicembre, ore 15.30), tratto dall’omonima pièce teatrale di Joseph Kesselring, con uno strepitoso Cary Grant; L’eterna illusione (il 15, ore 15.30 e il 20 dicembre, ore 18.00) e Arriva John Doe (il 23 dicembre, ore 18.00) con Gary Cooper e Barbara Stanwyck.







































