Si è spenta all’età di 62 anni Susanna Parigi. Fiorentina di nascita, aveva debuttato nel mondo della musica come cantante nel 1987 con il singolo Un anello di fumo, grazie al quale vinse il programma televisivo di Rai 3 La fabbrica dei sogni.
In seguito avrebbe ancora bazzicato a più riprese la televisione, ma è soprattutto come pianista e polistrumentista che si è fatta conoscere al grande pubblico. In carriera ha infatti collaborato con artisti di primissimo piano come Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni e Raf. È stata anche nel coro del Festival di Sanremo nel 1993.
Durante il suo percorso artistico ha sempre alternato le collaborazioni con altri artisti alla carriera solista. Il suo ultimo singolo, intitolato Io sono il meno, risale a circa un anno fa. Poco dopo pubblicò l’album Caro m’è ‘l sonno.
È stata la stessa Susanna Parigi a dare la notizia sul suo profilo Facebook, con un messaggio che aveva evidentemente preparato e che pubblichiamo integrale:
Se vi scrivo è perché sto camminando verso la casa del Padre. Volevo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino in questo anno di tribolazioni. Sono state tante e meravigliose e generose.
Volevo ringraziare i tantissimi allievi che ho avuto la fortuna di conoscere in questi anni. Con molti è nato un rapporto stretto, fatto non solo di musica, ma anche di ricerca ed emozioni. Vi auguro il meglio perché il mondo che sembra rovesciare in modo inevitabile, con voi forse ha una speranza. Ringrazio i grandi artisti che mi hanno permesso di lavorare con loro: Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Tony levin, Raf, Pat Metheny e poi Corrado Augias, Lella Costa, Marco Travaglio. Ringrazio ovviamente i miei storici musicisti e anche quelli con cui non suonavo più da tanto tempo. Ognuno mi ha regalato un pezzo di vita. Scusate se scrivo a getto, ma il momento è difficile. Ringrazio i preziosi amici stretti e la mia famiglia che ha fatto molti sacrifici per darmi questa possibilità. Sono stata fortunata ad avervi accanto nel mio percorso di vita.
E poi ringrazio la musica, sempre con me, sempre presente, con un rapporto tempestoso ma che ha riempito la vita. Me ne vado con una grande sofferenza, immensa, per quello che accade alle donne quotidianamente. Dovevamo pensarci prima, almeno otto anni fa. Il lavoro da fare è una rieducazione pesante degli uomini, ma non solo. Le donne devono imparare a percepire i segnali e a non accettare nessuna forma di possessione. Ecco vi auguro ogni bene e grazie per avermi seguito in tutti questi anni.






































