Vita spericolata, ecco il video. Era il 1983, 40 anni fa, quando Vasco Rossi andava a Sanremo e presentava la canzone forse più rappresentativo del suo intero repertorio. Il Festival non andò granché bene (Rossi arrivò appena venticinquesimo), ma il brano ebbe un successo clamoroso. Nello stesso anno sarebbe poi uscito Bollicine, album a dir poco leggendario.
Per festeggiare l’anniversario dei 40 anni Carosello ha dato poco pubblicato Bollicine 40th RPlay Special Edition ed ora ecco arrivare anche il video della canzone.

La storia della canzone
La storia è nota: Vasco era a Cagliari nel 1982 per un concerto che venne annullato per la pioggia. In auto, da solo, sulla splendida melodia di Tullio Ferro scrisse così il testo di Vita spericolata. E dire che inizialmente a Vasco era venuta in mente la frase «Io voglio Licia, la voglio così com’è», poi fortunatamente abbandonata per il testo che tutti conosciamo. Quel giorno sarebbe nato un capolavoro immortale, una canzone perfetta per testo, musica, arrangiamento e interpretazione.
Proprio da questa storia trae ispirazione il video di animazione prodotto da Chiaroscuro Creative. Alle immagini di un giovane Vasco alle prese con il processo creativo si alternano, come frammenti di sogni, visioni che nascono dalla sua stessa matita; si tratta di situazioni apparentemente negative o di grande pericolo che, grazie al vero senso della canzone, si rivelano alla fine qualcosa di diverso da quel che sembrano.

Il racconto del video
Racconta il regista Arturo Bertusi: «Il concept del video ha a che fare con l’interpretazione sbagliata della canzone all’epoca in cui uscì: inizialmente era stata letta dai benpensanti di allora come un inno all’autodistruzione e allo sballo. E invece il vero senso di questo brano è un invito alla vita, a vivere liberamente e pienamente, emancipandosi dalle convenzioni, dalle sovrastrutture che portano a un’esistenza piatta. Per farlo è inevitabile correre dei rischi».
Così, in uno di questi microracconti, il robot del crash test decide di ribellarsi e fuggire verso la libertà, invece che schiantarsi passivamente contro una parete come vorrebbe il suo destino. Il messaggio è un’esortazione a prendere in mano la propria esistenza: «La canzone coglie perfettamente lo spirito di quei primi Ottanta. Dopo gli anni di piombo, cominciavano a cadere molti degli ideali figli del Sessantotto e c’era una grande voglia di riscatto, di sognare, di avere un futuro luminoso davanti» , continua il regista.
Il Roxy Bar
Nel video compare il Roxy Bar di Bologna, che non c’entra nulla con quello di Vita spericolata, in cui si cita la canzone di Fred Buscaglione, ma che comunque è entrato a far parte dei miti che ruotano attorno a Vasco; c’è anche un omaggio a un’autentica “spericolata” del passato: Amelia Earhart, la prima donna ad attraversare gli oceani da sola alla guida di un velivolo, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Alla fine del filmato, da un immaginario “ascensore temporale” in cui tutti i personaggi si ritrovano nel presente, vediamo uscire, insieme a loro, il Vasco di oggi, quarant’anni dopo quel giorno di pioggia, pronto a salire sul palco.
Gli autori
Bertusi ha scritto il soggetto con Veronica Raimo, la sceneggiatura con Valentina Gazzoni e Tommaso Arosio. Anche il video di animazione è nato dal lavoro congiunto di più mani – un team internazionale di artisti tra Modena (Delumen), Milano (Matteo Manzini) e il Canada – e vede la commistione di diverse tecniche, dal 2D, al 3D, alla scansione a 360° del viso e del corpo di Vasco per trasformarlo in cartoon (come avviene per le grandi star di Hollywood!).
Ecco il video:







































Ma il video originale di Vita Spericolata esiste.. è di 40 anni fa e c’è Vasco su un’auto.