Foglie al vento

Un amore boreale in un film surreale

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Foglie al vento
di Aki Kaurismäki
con Alma Pöysti, Jussi Vatanen, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu, Martti Suosalo

Holappa, un operaio sottopagato, alto, che fuma tanto e beve troppo (perché è depresso, ma è depresso perché beve troppo) in una mesta serata di karaoke demenziale a Helsinki incrocia lo sguardo di Ansa, tenera lavoratrice di supermarket, sola, vittima dei nuovi capitalismi che non garantiscono niente (neanche nel democratico nord) e che ha avuto troppi alcolizzati in famiglia. Tanta tenerezza sembra il preludio a  una tragedia, ma vi verrà da ridere, e un po’ vi vergognerete di ridere delle situazioni che Kaurismaki distilla dalla malinconia sociale. Le radio e le tv parlano della guerra in Ucraina, le stanze, le strade, le fabbriche e i bar (spogli, ogni tanto moderni, ogni tanto fermi in un tempo indefinibile) mostrano uomini e donne assorti in silenzi stupefatti, i muri spesso portano manifesti di capolavori del cinema riconoscibili solo dalle immagini (spesso i titoli sono in finlandese) che in qualche modo accompagnano con sarcasmo questo pudico e silenzioso amore fatto di equivoci, numeri di telefono perduti, orari sbagliati, troppe sigarette, appuntamenti mancati, dubbi, tanti film e ogni tanto battute folgoranti e surreali. Un puro Kaurismäki ulteriormente depurato,  prima maniera, quasi capolavoro, dedicato a Chaplin. E lui può

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