La retrospettiva è a cura di Daniela Ricci, con la partecipazione dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e dell’Associazione dei Senegalesi di Torino
Nato in una famiglia di pescatori Sembéne Ousmane è stato meccanico, muratore, fuciliere, portuale a Marsiglia. Dall’arrivo in Francia come clandestino, alle lotte operaie, alla scelta del ritorno in Senegal nel momento dell’indipendenza, si è sempre rivoltato contro l’ingiustizia. La sua arte è profondamente africana, ma assolutamente universale. Tra i titoli in programma Borom sarret (1963), Albourrah (1963); Niaye (1964); Mandabi (1968), Emitai (1971); Camp de Thiaroye (1988); Ceddo (1977). Giovedì 11 gennaio alle 18.00 al Circolo dei Lettori si parlerà della sua opera letteraria, altrettanto ricca, ribelle e appassionante.






































