Viaggio in Giappone
di Elise Girard
con Isabelle Huppert, Tsuyoshi Ihara, August Diehl
Sidonie (Huppert) scrittrice francese che non scrive più dalla morte del marito, viene invitata in Giappone dal suo editore (Tsuyoshi Ihara) per la riedizione del suo primo romanzo. L’editore è di pochissime parole, il Giappone tutto da decifrare per l’ennesima volta, ed è pure una terra di fantasmi: come dice l’editore si muovono tra i viventi e in teoria li guidano e li osservano. È una metafora, ovviamente. Tuttavia Sidonie il marito morto lo vede davvero: piccole cose, sbocconcella merende, appare nella vasca da bagno, racconta la sua stanchezza: vorrebbe tanto fare il passo finale verso l’eterno riposo e non ha molto da dirci sull’aldilà. È chiaro che il fantasma riappare perché sta per svanire e accompagnare il passaggio di Sidonie verso il ritorno alla vita col taciturno editore giapponese. È un tranquillo muoversi nel vuoto, spesso ironico, in film fragile come un fantasma: quando sei sicuro d’averlo visto non c’è più.





































