The Beekeeper

La società è un alveare. E Jason Statham è un severo apicultore

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The Beekeeper
di David Ayer
con Jason Statham, Josh Hutcherson, Jeremy Irons, Emmy Raver-Lampman, Taylor James

C’è una superazienda di hacker che blocca i computer con falsi antivirus e poi svuota i conti bancari dei malcapitati che accettano una riparazione a distanza. Un’anziana signora rovinata si suicida. Nella sua tenuta ospitava le arnie di un apicultore, un Beekeeper. Il Beekeeper è anche un supersoldato in pensione di un esercito segreto: ora fa il miele per compensare un passato violentissimo. Ma non perdona. Il Beekeeper sa che le api sono necessarie per il regolare andamento della natura e lotta come un’ape fino alla morte per la salvezza dell’alveare della società. Ecco quindi una nuova formula: Jason Staham agente senza identità, apicultore, pensionato coniuga la filosofia dell’ape combattente con una tecnica di combattimento alla John Wick. Insomma, invincibile. I cattivi sono ritratti come spesso fa il cinema coi venditori di azioni farlocche, terreni falsi e truffe varie; particolarmente odiosi con gli indifesi. È quindi un vero piacere vedere Statham che li sbatte come tappeti. Il problema è che l’azienda ha agganci molto in alto e la logica del Beekeeper è che non si ferma: se l’ape regina ha partorito api sbagliate, peggio per la regina. E la regina dell’alveare sta decisamente in alto…

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