Claudio Baglioni è appena ripartito con il suo megashow Atuttocuore nei palazzetti dello sport, 25 date, dopo le 15 dello scorso anno, di cui abbiamo già parlato. Poco prima del soundcheck per i primi tre concerti al Forum di Milano («cerco sempre di rendere i miei concerti consoni al luogo dove avvengono e per fortuna qui c’è una buona acustica») convoca una conferenza stampa quasi inattesa. Vuole fare alla stampa, «io sono vecchia maniera e preferisco i canali comunicativi di una volta», una dichiarazione “importante”. Questa: «Chiamo il mio giro d’onore, i miei ultimi 1000 giorni».
E spiega meglio. «Dal 1964 quando salii sul palco del Festival di Voci Nuove di san Felice da canta Alice al Testaccio sono passati 60 anni. Da quel palchetto su cui salii con il mio compagno di giochi per vedere chi sarebbe andato più lontano si sono susseguiti un’infinità di concerti, e ogni volta è stata un’esperienza, una gara come dice l’etimologia della parola concerto. Dal mio primo disco sono trascorsi 55 anni e ho scritto più di 350 canzoni, tra cui quelle di Strada facendo l’album più venduto di tutta la discografia italiana con 4 milioni e mezzo di copie. E vado fiero di molti altri primati, che prima non consideravo con un atteggiamento un po’ snob. Adesso ho deciso di chiudere questa bellissima storia musicale e umana, perché, come diceva mio padre, “dal ring si deve scendere quando si è vincenti e non si è diventati suonati”, e io vorrei restare a essere un suonatore. Mi concedo ancora 1000 giorni, grosso modo terminerò la mia attività entro il 2026, e me li godrò realizzando progetti che saranno tutti ultimi giri, non ripetuti, e con un ritmo più rilassato. Sarà un giro d’onore, che, come dicono gli anglosassoni, è un giro della vittoria.»

Hai già idea di quali progetti andrai a realizzare?
«Intanto proporrò queste 25 date in maniera più rilassata e più goduta. Questo è in assoluto lo spettacolo, una forma di teatro integrale che meglio mi è riuscita, questa è la più potente, la più rilevante, la più narrativa. I sottotitoli sono lo spazio e il tempo. È il mio migliore show, che si muove tra spazio e tempo. Sarà il mio ultimo nei luoghi al coperto, perché non potrò fare di meglio. A questo seguiranno altri quattro o cinque progetti, tutti unici e irripetibili, compreso un album di canzoni nuove. Non ne ho pronte, ma sono pieno di appunti. Avrò circa duemila annotazioni di frasi musicali, di passaggi, di idee, ma alla fine la mia autocensura li farà diventare pochi componimenti. Di sicuro dopo questi 1000 giorni non scriverò più canzoni, magari qualcos’altro. Noi canzonettisti pratichiamo un’arte tascabile ma anche difficilissima. Neppure i grandi poeti riescono a scrivere canzoni importanti. Sono stelle fisse, pietre rare, difficilissime da scrivere. E sono poche come succede per tutte le forme artistiche.»

Quando hai deciso?
« Ogni artista si prepara alla fine. Chi non ha successo pensa sempre che non ne avrà mai e smetterà presto. Se inizia il successo, si dice sempre che non durerà. Quando si spegne la luce del palco si ha l’idea di non essere più utili a niente. Invece sul palco senti di avere un ruolo, di trascinare, coinvolgere, mantenere il senso del mito, del sogno.. Sul palco si riesce a fare cose che nella vita non riusciresti a fare. Anche a fare 150 concerti da solo nei teatri in 400 giorni, senza nessuno. Oppure come adesso fare più il ballerino che il cantante: il mio collo del piede è più sviluppato di quello di Roberto Bolle. Adesso voglio che i miei ultimi 1000 giorni siano un canto alla rovescia, non un conto.»
Però pare di capire che ti sei stancato…
«La stanchezza di sicuro non è quella fisica. Il mio preparatore atletico fa un ottimo lavoro che non mi fa sfigurare completamente in mezzo a persone che fanno ballano per professione. È faticoso fare quasi tre ore di concerto, ma pretendere che venga considerato un lavoro usurante sarebbe una bestemmia. E poi la paga è molto interessante. In realtà quello che ho fatto è sempre meglio che lavorare. Quello che temo è la delusione, il momento in cui si diventa macchiette, le foto che vanno ritoccate per continuare ad apparire come semidei. Ho pensato che questa di Atuttocuore fosse la cornice giusta per organizzare le cose che farò da qui in poi. Perché saranno più pensate, più studiate.»

Ritornerai su RaiUno la sera di san Valentino…
«Mi piace l’idea di tornare su RaiUno perché l’ultimo concerto proposto era quello con il palco al centro e fu un grande successo. E la prima volta proposero lo show record dello stadio Olimpico, che ebbe 86121 paganti, e quasi 90mila persone, considerato che a Roma abbondano gli omaggi. Finora e l’evento con più spettatori che si sia mai tenuto all’Olimpico, calcio compreso, e fece in tv oltre 10 milioni di spettatori. Il 14 febbraio sarà la riproposta integrale di Atuttocuore, che è un’opera-show, uno spettacolo congegnato con un tema narrativo interno, una sorta di progetto finale conclusivo dei tanti concerti che avevo fatto negli spazi al chiuso, ognuno dei quali era molto connotato da condizioni di palco, di luci, dall’invenzione del non palco o la sua messa al centro del palco, allora percorsa solo dagli Stones e da Prince per poche date. Questa opera è la sommatoria di tutte queste esperienze, segue l’idea ambiziosa di Richard Wagner, che pensava che la musica sinfonica potesse contaminarsi con altre discipline artistiche compreso il circo, e le contaminazioni tra spazio e materia messe in opera dall’architetto Walter Gropius. E i continui movimenti in avanti e indietro dello spazio-tempo, la rendono la mia performance più completa. Non credo di poter realizzare di meglio, così pongo qui il mio limite.»
Un limite, una chiusura impongono sempre un bilancio: qual è il podio delle tue canzoni?
«Per una domanda così dovrei pensarci un po’ o chiedere l’aiuto da casa. Sono veramente tante. E poi farei una classifica chic, perché andrei a cercare quel brano non troppo popolare. Posso però dirle che Strada facendo con quel gerundio è la canzone del nostro andare, che mi auguro che, anche quando finirà, non finirà.»






































