Veterani, ma con l’entusiasmo di due ventenni, i Ricchi e Poveri fra pochi giorni saranno in gara per la tredicesima volta al Festival di Sanremo. Dal lontano 1970, hanno calcato il palco più importante d’Italia prima in quattro, poi in tre, poi di nuovo in quattro per la reunion del 2020, ed ora si ripresentano in due.
Dopo la morte di Franco Gatti, Angela Brambati e Angelo Sotgiu tengono alto il nome del gruppo e continuano a girare il mondo con la loro musica. Reduci da un tour internazionale, finito il Festival ripartiranno per Estonia, Australia, Georgia e molti altri paesi.
Una curiosità: i Ricchi e Poveri sono gli artisti con più streaming su Spotify tra i big in gara.
A Sanremo canteranno Ma non tutta la vita, canzone scritta per loro da Edwyn Clark Roberts, Cheope e Stefano Marletta e arrangiata da Merk&Kremont e Edwyn Roberts. La sera dei duetti, invece, canteranno Sarà perché ti amo e Mamma Maria insieme a Paola e Chiara.
A pochi giorni dal debutto, i Ricchi e Poveri hanno risposto alle tante domande dei giornalisti. A tutte le domande, tranne una: quella sul look con il quale si presenteranno sul palco dell’Ariston. Con un sorriso hanno spiegato che il look è una sorpresa che non vogliono svelare.
L’INTERVISTA
Come è nata la collaborazione con Paola e Chiara?
ANGELO Ci siamo rivolti a Paola e Chiara perché sono due icone importanti della musica italiana e non solo. Le abbiamo invitate a cantare con noi due nostri grandi successi internazionali, sono fortissime, le artiste ideali per condividere questa serata e divertirci.
Come avete scelto la canzone da portare in gara?
ANGELA Non l’abbiamo scritta noi, però chi ci segue e conosce la nostra storia ha fatto questo pezzo adatto a noi. Sia musicalmente che per il testo. Appena abbiamo sentito questo brano, tutti e due abbiamo detto «sì, questo è il pezzo giusto per Sanremo». A noi è piaciuto tantissimo.
ANGELO Noi facciamo le cose che ci piacciono e ci vogliamo soprattutto divertire. Ci divertiremo con il pubblico. Questo brano ha uno dei ritornelli più orecchiabili di tutto il nostro repertorio, una spada che ti entra nel cervello.
Qual è il significato della canzone?
ANGELO È quello di darsi da fare. Se devi fare una cosa, falla adesso, prova a farla in questo momento, perché poi il tempo passa e ritornare indietro non è possibile. È un consiglio anche per i ragazzi di oggi: non abbiate dubbi, impegnatevi a fare quello che volete.
ANGELA Bisogna buttarsi in amore, sul lavoro, quando si ha un progetto. Le cose bisogna farle, non solo dirle e poi passarle nel dimenticatoio. Bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco e non aspettare troppo. Non si può aspettare tutta la vita.
Con voi, in gara, ci saranno anche tanti giovanissimi. Avete qualche consiglio per loro?
ANGELA I giovani è giusto che facciano quello che sentono. L’unica cosa che posso dire ai giovani è che devono lottare, piano piano inserirsi senza voler arrivare subito, devono fare la gavetta, perché è quella che ti matura di più. Si deve anche accettare qualche no, perché un no ti può anche insegnare a migliorare.
ANGELO Non vi fermate per un no, andate avanti, magari capita un’altra occasione.
Quel è il Festival al quale avete partecipato che ricordate con più affetto?
ANGELA Quello del 1981, quando abbiamo cantato Sarà perché ti amo. Quando ho visto il pubblico che si alzava, batteva le mani e applaudiva è stato il massimo. Un ricordo meraviglioso.
ANGELO Rispetto al 1970, il nostro primo Festival, quello de La prima cosa bella, eravamo più grandicelli e quindi meno incoscienti, più consapevoli di essere su un palco veramente importantissimo.
A proposito di Sarà perché ti amo, nella canzone di quest’anno ripetete la frase Che confusione. L’autocitazione è chiaramente voluta…
ANGELO Sì, è la citazione di una canzone che ha avuto un successo internazionale grandissimo. È anche per questo che vogliamo cantarla con Paola e Chiara e condividerla con loro.
ANGELA Sarà perché ti amo la cantano tutti, dalle feste agli stadi. Per noi è una grande soddisfazione.
Anche grazie a Sarà perché ti amo potete contare su 5,7 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Un record fra gli artisti in gara.
ANGELO Siamo onorati di questo traguardo, è importante. Essere popolari è una cosa bellissima.
Dove prendete tutta la vostra energia?
ANGELO Dalla passione che abbiamo per questo lavoro, che più che un lavoro è una benedizione.
ANGELA Confermo, dalla passione. Quando viaggiamo chiaramente siamo un po’ stanchi, ma poi saliamo sul palco e passa tutto. Davanti al pubblico tiri sempre fuori il meglio di te.
Il look di quest’anno non lo rivelate. Ma qual è stato il più bello fra quelli che avete scelto nel passato?
ANGELA Mi ripeto, quello del 1981, l’anno di Sarà perché ti amo. Avevo una bella camicetta bianca, con pantalone e garofano rosso. Era bellissimo quell’abbigliamento.
ANGELO A me non dispiaceva nemmeno quello del 1970. Io avevo una sahariana bianca, con una cintura di pelle, comprata a Roma il giorno prima di andare a Sanremo. Non avevamo i soldi per comprarci dei grandi vestiti, ci siamo un po’ aggiustati con quello che potevamo.
Quello di quest’anno sarà il vostro tredicesimo Festival in gara. Il vostro presentatore preferito?
ANGELO Pippo Baudo e Amadeus. Il secondo lo conosciamo da tantissimi anni, lo abbiamo sempre stimato perché è una persona generosa, che si fa amare. Pippo Baudo è invece la storia dei presentatori. È stato veramente un grande, ha fatto tredici Festival, come noi.
ANGELA Anche io dico Pippo Baudo. E poi Amadeus, che è molto bravo, sa intervenire al momento giusto, ha i tempi perfetti proprio come li aveva Pippo.
Nel 2020 siete tornati a Sanremo come ospiti. Che ricordo avete di quella sera, con i Ricchi e Poveri di nuovo in quattro con Marina Occhiena?
ANGELA Un’emozione fortissima. Quando siamo scesi dalla scala ci siamo presi per mano e in quel momento ci siamo sentiti nuovamente molto uniti. È stata una cosa molto bella.
ANGELO Credo che la gente lo abbia percepito, eravamo molto emozionati, ci sembrava di essere nuovamente dei debuttanti.
L’11 febbraio Rai 1 trasmetterà un film dedicato a Franco Califano, con Leo Gassmann come attore principale. Nel film ci sono anche i Ricchi e Poveri. Che ricordo avete di Califano?
ANGELO Non sapevamo di essere in questo film, è un grande onore. Franco per noi è il non plus ultra, ci ha creati e portati al successo. È stato un autore che ha scritto delle canzoni bellissime e che ancora oggi viene riscoperto.
ANGELA E non dimentichiamo che ci ha dato ha dato il nome, prima ci chiamavamo Fama Medium.
Un altro artista importante per la vostra carriera è stato Fabrizio De André.
ANGELO Verissimo. Con Fabrizio De Andrè abbiamo davvero colto l’occasione giusta. Ci ha portati a Milano da una casa discografica per un provino. Non è andata bene, perché non siamo piaciuti, ma è stata la nostra decisione migliore, Fabrizio ci ha detto «non smettete, andate avanti»
ANGELA Ci ha fatto capire che avevamo le qualità, all’inizio avevamo preso questa avventura come un gioco.





































