I tre moschettieri- Milady di Martin Bourboulon con François Civil, Vincent Cassel, Romain Duris, Pio Marmaï, Eva Green.
Seconda parte del classico di Dumas, sempre firmata dal Martin Bourboulon di Eiffel con gli sceneggiatori Mathieu Delaporte e Alexandre de la Patelliere. Dopo un riassunto della puntata precedente (dove D’Artagnan/Civil incontrava Milady/Green, Athos/Cassel, Porthos/Marmai e Aramis/Duris e si avvicinava alla congiura che minacciava la divisione della Francia in cattolici e protestanti) si entra decisamente nella storia di spionaggio, con Milady che regge le fila un po’ agente segreto, un po’ supereroina, un po’ macchina da seduzione che tenta la virtù di D’Artagnan (sempre guascone ma innamorato di Costanza) e molti che si riveleranno poi davvero agenti segreti . Stesso clima plumbeo marrone secentesco a lume di candela, crudele, ginnico, un filo meno ironico, forse con più droni che riprendono da strambe angolazioni l’avvicinarsi dei moschettieri alla Rochelle e agli inglesi. Si svela un po’ di più il progetto: passare da Dumas a Victor Hugo, da un cappa e spada (e moschetto ) rustico a un melodramma rovente. La terza parte- se ci sarà- sfiorerà la telenovela. È il destino del cinema da spalmare in tv.






































