Past Lives

Perché certe persone fanno parte del nostro destino? Una teoria coreana

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Past Lives
di Celine Song
con Greta Lee, Teo Yoo, John Magaro, Seung-ah Moon, Seung Min Yim

Na-young, ambiziosa, fin dalle elementari stava male se Hang-seo prendeva voti più alti dei suoi. Però erano due corpi e una sola anima. Poi i genitori di Na-young si trasferiscono negli Usa, lei diventa scrittrice, cambia il suo nome in Nora e tira al Nobel, ma si accontenterebbe anche del Pulitzer, mentre Hang-seo resta a Seoul e diventa uno dei tanti ingegneri. E intanto lei pensa a lui e lui pensa a lei, si sfioreranno o si vedranno due o tre volte negli anni, lui è solo dopo un amore finito, lei ha sposato un paziente scrittore ebreo a New York, e quando si incontreranno la regista ci chiede di capire,  in quel terzetto di due uomini che parlano lingue diverse e una donna che è più che un’interprete, chi sta con chi  e cosa passa nei loro cuori. Verrebbe da dire nei loro cervelli, perché la passione che pure c’è pulsa sotto tantissimi strati di alibi e repressioni: difficile dire se in Corea sono più razionali e gelidi le scrittrici o gli ingegneri, ma è anche vero che i coreani credono a un qualcosa , l’In-Yun, che sta tra l’eterno ritorno di Nietzsche e il destino ineluttabile che unisce due anime incontratesi in altre vite, anche contro il loro volere apparente. Il recensore, abbagliato ma con freddezza, ha intuito che esiste il bacio alla coreana: lui non fa niente e lei sta lontana. Però è intenso.

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