L’ultima volta l’ho visto circa un anno fa, alla Mondadori di Milano. Stava presentando il suo libro su Lucio Battisti. Era sorridente come al solito, solare, si divertiva a raccontare aneddoti… Oggi nel primo pomeriggio arriva un messaggio: Ernesto è in condizioni disperate. Verso l’ora di cena un altro messaggio, stavolta purtroppo definitivo… Ernesto Assante, nato a Napoli 66 anni fa, era da una vita critico musicale di Repubblica, ma soprattutto una persona innamorata della musica.
Nel corso di una carriera iniziata a soli 19 anni ha fatto tantissime cose. Ha scritto migliaia di articoli non solo per Repubblica, ma anche per Il Manifesto, L’Espresso, Rolling Stone e tanti altri giornali. Ha fatto tanta radio ed è stato autore televisivo, anche per trasmissioni molto importanti (da Celentano alle recenti “Una storia da cantare” con Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero e “Ci vuole un fiore”, con Francesco Gabbani e Francesca Fialdini.
Ha scritto numerosi libri. Col “compagno di merende” Gino Castaldo si divertiva a inventare cose nuove, come “Webnotte”, trasmissione dal vivo mandata on line da Repubblica.it; oppure il PIM, Premio Italiano della Musica (svoltosi tra il 1996 e il 2002).

Inoltre ha curato mostre, scritto parecchi libri (il più vecchio un libro su Bob Marley, uscito nel 1979; il più recente quello già citato su Lucio Battisti), era un appassionato di telematica, è stato direttore di Kataweb, ha anche insegnato “Teoria e tecnica dei nuovi media” e successivamente “Analisi dei linguaggi musicali” alla facoltà di Scienze della Comunicazione de La Sapienza di Roma. Ma una delle cose che lo ha sempre divertito di più sono le “Lezioni di rock”, fatte prevalentemente all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ma anche in giro per l’Italia.
Insomma, era uno che non stava mai fermo. E forse è stata proprio questa iper attività a causargli l’ictus che oggi lo ha ucciso.
Soltanto un paio di settimane fa, il 12 febbraio, giorno del suo 66esimo compleanno, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook questo messaggio. «In tantissimi mi avete fatto gli auguri per il mio compleanno, che si concluderà tra circa 19 minuti. Vi ringrazio tutti di cuore, sono circondato da tanti amici e tanto affetto, del quale vi sono eternamente grato. Un abbraccio a tutti e auguri anche a voi».
Era proprio così, Ernesto nell’ambiente musicale (e non solo) era amatissimo, aveva tanti amici e tutti gli volevano bene. Anche per quei sorrisi che non negava a nessuno, per la gentilezza e il suo garbo. Ciao Ernesto.








































