Daniele Silvestri live a Roma: i 30 anni di carriera del cantastorie col megafono

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Daniele Silvestri in Auditorium Parco della Musica

Sono arrivati quasi al giro di boa i concerti di Daniele Silvestri all’Auditorium Parco della Musica di Roma, per la celebrazione live di 30 anni di carriera, in una serie di appuntamenti intitolati Il cantastorie recidivo.
Quello di ieri sera, infatti, era il concerto numero 13 sui 30 in programma, tutti alla Sala Petrassi.

Sul palco insieme a Daniele ci sono i sodali di sempre: Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Daniele Fiaschi alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Duilio Galioto a tastiere e cori, Marco Santoro a fagotto e cori, Jose Ramon Caraballo a percussioni, tromba e cori.

30 anni di storie in musica

Questa serie di live romani ricalcano, in parte, l’ultimo tour teatrale di Daniele Silvestri per la presentazione di Disco X.
Molte idee che avevano funzionato sono state infatti riproposte, come l’inizio con un brano dal testo più o meno improvvisato, con accenni alla situazione di Gaza e quelli, recentissimi, alle manganellate agli studenti di Pisa.

Si cerca, poi, quasi di costruire una sorta di ponte attraverso cui verranno raccontati 30 anni di storie e di carriera, e lo si fa mettendo una dietro l’altra proprio due canzoni distanti tra loro tre decenni, ovvero Prima di essere un uomo e Scrupoli, quasi come fossero le due sponde tra cui cammineremo nelle successive tre ore.

Lungo questa prima parte di cammino iniziamo a ritrovare le storie di tutti noi, da quelle un po’ più autobiografiche (L’uomo nello specchio) a quelle collettive, che riguardano, o sarebbe importante riguardassero un po’ di più tutti quanti: L’uomo col megafono, Precario è il mondo, While the Children Play (durante la quale sullo schermo, impietosi, scorrono i numeri sui bambini che vivono in scenari di guerra, chiusi dalla frase di Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children: “Ogni guerra è una guerra contro i bambini”).

Un podcast… a sorpresa

La grande novità di questa serie di live è il podcast Le cose che abbiamo in comune, un momento tra intervista e parole in libertà insieme ad un ospite a sorpresa che ha condiviso un pezzo di strada insieme a Daniele Silvestri in questi 30 anni.
A sorpresa (è proprio il caso di fare questa ripetizione) l’ospite di ieri sera non era un cantante, bensì un musicista… che non fa più il musicista.
Stiamo parlando di Diego Bianchi, in arte Zoro, presentatore di Propaganda Live, il venerdì sera su La7. Già, perchè molti anni (e molti capelli) prima di intraprendere il mestiere che l’ha reso famoso, era percussionista dell’Original Slammer Band.
Una ventina di minuti passati tra passioni comuni e vissuto, spaziando da Pasolini all’attualità politica, con un’ovvia parentesi sulla Roma, altra “malattia” che li accomuna.
Non poteva, ovviamente, mancare un contributo musicale al live, ed ecco quindi che Zoro va a piazzarsi dietro le percussioni per accompagnare Kunta Kinte, brano che dà ufficialmente il via alla seconda parte di concerto.

Ancora canzoni, ancora storie

Si riparte con la musica e con le storie, e trovano spazio quelle di due figure fondamentali nella storia del nostro Paese: Paolo Borsellino ne L’appello (con la platea del teatro che sventola cartoncini rossi a ricordare l’agenda rossa del magistrato, mai ritrovata), e Gino Strada, fondatore di Emergency, le cui parole (“un mondo senza guerra è un’altra utopia che non possiamo attendere oltre”) risuonano durante Il mio nemico. Segue Le navi, con sullo sfondo quella barca che Gino ha sempre sognato ma che non è mai riuscito a vedere in acqua e che ora, finalmente, salva vite umane nel Mediterraneo.
Ad Emergency, ed alla memoria di Gino Strada, è dedicato l’intero concerto.

La canzone che chiude il secondo tempo è la splendida e purtroppo quanto mai attuale A bocca chiusa, accompagnata dal videoclip in cui Renato Vicini interpreta il brano nella lingua dei segni. E proprio a lui, scomparso circa un anno e mezzo fa, viene dedicata la canzone.

La pausa di rito prima dei bis fa partire la corsa sotto il palco e, al rientro, è lo stesso Silvestri ad invitare tutti quelli rimasti sulle poltroncine ad alzarsi e “sgranchirsi” sulle note di Salirò.
A mezzanotte e venti, dopo oltre tre ore di storie, musica e parole, arriva un altro invito, stavolta a guadagnare l’uscita (“ve ne dovete da anna’”) sulle note di Testardo ed il ricordo di Gigi Proietti. L’ultimo saluto prima del sipario con un altro dei grandi che ha fatto parte della storia di tutti, ma un po’ di più di quella dei romani: “lo vogliamo fare un applauso a Gigi nostro?”.

Continuano i concerti a Roma per i 30 anni di carriera

Chiusi i primi due mesi di “celebrazioni”, sta per arrivare marzo, con in dote un gran numero di concerti, prima della chiusura di aprile.

Queste le prossime date:

Marzo: 1, 2, 3, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 27, 28, 29

Aprile: 11, 12, 13, 14

I biglietti sono disponibili su Ticketone.

Il cantastorie recidivo è prodotto e organizzato da Francesco Barbaro per OTR live in collaborazione con Fondazione Musica per Roma.

La scaletta del concerto del 28 febbraio

1. Intro
2. Prima di essere un uomo
3. Scrupoli
4. L’uomo col megafono
5. Strade di Francia
6. Precario è il mondo
7. La mia casa
8. Acrobati
9. L’uomo nello specchio
10. Prima che
11. While the Children Play
12. Desaparecido
13. Monolocale

14. Kunta Kinte (con Diego Bianchi)
15. L’autostrada
16. L’appello
17. Il viaggio (pochi grammi di coraggio)
18. Il flamenco della doccia
19. Il mio nemico
20. Le navi
21. A bocca chiusa

22. Salirò
23. Testardo

Le foto del concerto, a cura di Emanuela Vertolli

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