Le canzoni di Leo Ferré secondo la versione di Carmine Torchia

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Carmine Torchia
@Catherine Detrain

Un grande lavoro dedicato a Leo Ferrè,  da parte di Carmine Torchia, esce con il titolo di “Non c’è più niente”. Non solo in cd ma anche un ampio libretto dove si leggono tutti i testi delle canzoni tradotte e due prefazioni affidate a Enrico De Angelis, già direttore artistico del Premio Tenco, e Andrea Satta che con Leo Ferrè ci è andato a nozze in più occasioni, proponendo sue canzoni con il gruppo Tete de Bois.

Torchia, che ha ben conosciuto il mondo di Ferrè, quello italiano nella zone del Chianti, dove l’artista francese aveva trovato pace per gli ultimi tempi di vita, infatti la sua dipartita avviene proprio a Castellina in Chianti il 14 luglio 1993.

Torchia affronta le canzoni di Leo Ferré a modo suo, prendendo soprattutto le traduzioni di Enrico Medail, il più accreditato tra coloro che si sono cimentati nella poetica di Ferré (Alla scuola della poesia, Gli anarchici, La solitudine e Non c’è più niente), e Guido Armellini per la sola Muss es Sein?Es Muss Sein!, ma sono le traduzioni dello stesso Carmine Torchia che rivelano l’anima di Ferrè (Il cattivo seme, L’oppressione, La memoria e il mare, La speranza, Thank You Satan, La marsigliese, No grazie). 

Un interesse verso la poetica di Ferré maturato negli anni.

Dopo vari album, dopo l’esordio con Mi pagano per guardare il cielo (2008) e le repliche di Affetti con note a margine (2015) e Il rumore del mondo (2018), Carmine arriva a coronare un’idea che gli ronzava da tempo, quella di dedicare un intero album all’arte poetica di Leo Ferrè, artista che visse per oltre vent’anni attorno alle colline che producono vino.

Lo scorso anno, a trent’anni dalla scomparsa, il figlio Mathieu lo ha ricordato come un anarchico fedele fino alla fine ai suoi principi, quale forma estrema di solitudine. E non è un caso che due delle canzoni che Carmine Torchia presenta sono proprio La solitudine e Gli anarchici. Bravo Torchia a seguire un proprio percorso inserendo massicciamente il recitato, che assume ancor più rilevanza poetica, per parole che Leo Ferrè ha saputo coniugare in maniera poetica e originale.

Uno stile che troviamo in La solitudine dove la voce svetta sicura con un gran lavoro di chitarra elettrica come accompagnamento. “È stato un lavoro che mi ha impegnato a lungo – commenta Torchia – praticamente un avvicinamento era iniziato anni fa, perché già nel mio secondo album avevo inserito Il tuo stile e nel successivo avevo svelato l’inedito L’ultima canzone con la traduziuone di Manuela, figlia di Ferrè. Va detto che questo disco è stato progettato insieme a Mathieu, figlio di Leo Ferrè. È stato lui a selezionare una trentina di canzoni sulle quali ho operato una selezione, con la raccomandazione di non escludere la conclusiva Non c’è più niente che dura ben 17 minuti, già a suo tempo tradotta da Medail, ma Ferrè la incise solo in francese. Non è stato semplice ovviamente, ma siccome provengo dal progressive e ho sempre amato il genere psichedelico come anche gruppi come Pink Floyd, quindi non mi ha spaventato l’idea di costruire un arrangiamento per un brano di oltre 15. Per conto mio ho tradotto ben sette canzoni di cui non esisteva alcuna versione in italiano. Nella scelta, d’accordo con Mathieu, abbiamo scelto brani anche fortemente politici, giusto per marcare una differenza con quello che sta succedendo in Italia e nel mondo”.  

Carmine Torchia

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014 - nuova edizione Zona editore, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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