Drive-Away Dolls

Lesbiche e killer in on-the-road demenziale. Dirige il fratello Coen sceneggiatore

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Drive-Away Dolls
di Ethan Coen
con Margaret Qualley, Geraldine Viswanathan, Beanie Feldstein, Colman Domingo

Le Drive-Away Dolls (traduzione “ le bambole che devono riconsegnare un’auto”) sono Margaret Qualley, lesbica aggressiva, e Geraldine Viswanathan, lesbica trattenuta, accollata e forse repressa. Sono amiche. La prima pluriamorosa e sguaiata propone alla seconda -per farne ripartire la vita sessuale inceppata- un viaggio dalla zia in un posto nel niente della provincia Usa. Ci vanno con  una macchina da riconsegnare col metodo del Drive-Away (economica, si paga solo il deposito cauzionale), ma non sanno che la  macchina contiene una valigetta e una testa in ghiaccio che abbiamo visto segare all’inizio del film. Ed era destinata a due killer: uno chiacchierone e uno scemo. Strada facendo le due lesbiche inseguite dai due killer scoprono varia umanità gaia, sesso e amore. La valigetta contiene falli ricavati da calchi di politici e nomi famosi che in gioventù erano più incoscienti e libertini, ma ora sono vendicativi. La sceneggiatura parte da un’idea vecchia come il cucù (i cattivi che inseguono gli ignari che non sanno di avere un tesoro), ma la trovata di  marketing sessual – demenziale con aggiunta di inserti psichedelici in stile anni Settanta e (forse) una strana versione dell’invidia del pene, potrebbe posizionare il film tra i più deliranti dei fratelli Coen: l’ha diretto  Ethan, di solito sceneggiatore, e l’ha scritto con la moglie lesbica. Se però non siete fan dei Coen più demenziali, del lesbismo o dei falli di gomma (sia pure di politici), e non vi eccitano le citazioni letterarie o quelle hollywoodiane  allora rischiate la noia.

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