La terra promessa

Come la perseveranza, l'arte militare e le patate vinsero il caos nello Jutland danese

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La terra promessa
di Nikolaj Arcel
con Mads Mikkelsen, Amanda Collin, Simon Bennebjerg, Kristine Kujath Thorp

A Venezia 80 è passato con il titolo originale, il più tosto  Bastarden. Per quel che si vede La terra promessa rischia di essere un titolo ironico. Comunque, la vita è caos? Prevalgono i più forti? No, la guerra è caos, vince chi lo controlla. Nello Jutland danese, deserto di sabbia  incoltivabile, nel 1755 arriva il capitano Kahlen (Mads Mikkelsen): viene dal popolo, indurito da decenni di guerre tedesche e ha un progetto per quell’ubriaco del re di Danimarca: coltivare patate (resistenti quanto lui) e portare coloni nella brughiera. In cambio chiede un titolo nobiliare. Ostacoli: freddo, fame, banditi, zingari, superstizione e un proprietario terriero (invidioso) dedito a tutti i vizi e violentissimo. I due si fronteggiano, ma siccome il caos va (parzialmente) domato, in amore, guerra e anche in carità, prevarrà il capitano, che è pure bastardo, nel senso di figlio non riconosciuto di un nobile. La Rivoluzione francese e le rivendicazioni dei non-aristocratici sono nei dintorni. È la seconda volta, dopo Royal Affair, sempre con Mikkelsen, che Nikolaj Arcel affronta il marcio in Danimarca. E quel periodo storico gli piace. La storia è vera, la produzione Zentropa e la parte più virile l’hanno due donne.

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