May December

Un'attrice va a conoscere il suo prossimo personaggio

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May December
di Todd Haynes
con Natalie Portman, Julianne Moore, Charles Melton, Cory Michael Smith, Charles Green

L’attrice Elizabeth (Portman) per studiare il personaggio del suo prossimo film va a casa di Gracie (Moore), signora sudista che a 36 anni aveva mollato marito e figli per vivere una storia d’amore con il tredicenne coreano Joe Yoo (May December, la distanza tra maggio e dicembre, è il modo per definire la differenza d’età). Dopo lo scandalo e il processo, Grace adesso è la signora Atherton-Yoo e vive da moglie/amante/mamma di quel marito giovane in un paradiso a tenuta stagna. Però infiammabile. E l’attrice Elizabeth è il fiammifero. Siamo nei territori proibiti che piacciono alla mano levigata di Todd Haynes, l’autore di Lontano dal Paradiso e Carol, considerato un emulo del melodramma alla Douglas Sirk. Ma come gestisce Gracie dopo tanto tempo la “normalità” di questo amore così criticato che durante un barbecue riceve ancora pacchi di merda da anonimi? Che immagine vuole darne? E come la vive l’attrice Elizabeth che per calarsi senza scrupoli nel ruolo è disposta a succhiare sentimenti come un vampiro e a scombinare tutto quell’ordine apparente? Come un’immagine allo specchio che prende vita propria Elizabeth imita, si trucca, diventa Gracie, scava nel suo presente e nel suo passato: il marito, l’ex marito, il negozio di animali in cui Gracie e il ragazzo lavoravano, l’avvocato, i figli, gli studenti amici dei figli, a volte riesce a imbarazzarli: vuole sostituire Gracie o trova interessanti le aree morali grigie, intermedie? Il povero Joe, adulto bambino che mai ha fumato, al primo spinello scarica tutta l’angoscia che ha dentro e l’ordine delle cose si interrompe. Stiamo già vedendo il film che Elizabeth farà di Gracie? E la verità, a chi interessa?

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