Un mondo a parte

Maestri di montagna non si nasce. Si diventa.

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Un mondo a parte
di Riccardo Milani
con Antonio Albanese, Virginia Raffaele, Sergio Saltarelli, Alessandra Barbonetti

Accolto da un tempo da lupi (lupi compresi) il maestro Cortese (Albanese) corona il suo sogno di andare a insegnare in una scuola nel Parco Nazionale d’Abruzzo, in un paese così piccolo che sembra un presepe innevato con pochissimi bambini in pluriclasse, la combattiva vicepreside Agnese (Raffaele) e un bidello factotum. Montagna, semplicità, ritorno alla natura dopo tanti anni in una scuola romana dove i genitori e i bambini vogliono menare il povero insegnante. Tutto bello. Peccato che la neve è alta, Cortese non ha le gomme, le scarpe, i vestiti e la testa adatta alla montagna, non sa accendere la stufa, non capisce il dialetto e vorrebbe insegnare ecologia a gente indurita dalla fatica. Avete capito che il bello del film è vedere cosa fa la montagna al cittadino. Perché, recita il tormentone, “la montagna lo fa”. E si sorride. Poi c’è la parte burocratica: troppo pochi bambini, la scuola deve chiudere e magari chiude anche il paese e la montagna viene abbandonata. E allora bisogna combattere. Quindi Cortese e Agnese vanno in guerra contro i burocrati e i potenti per portare anime a scuola per le statistiche (magari migranti o profughi). E ovviamente capisci che la trincea li sta facendo innamorare. Poi c’è la parte melensa (che belli gli animali, che bella la natura e quanta pastura) che non sta male quando è mescolata alle fatiche tragicomiche, ma che in coda sembra un gettone dell’ente turismo, ma fa niente: il film è garbato, gli attori quasi tutti presi a chilometro zero, i due interpreti affiatati e coccolati dal regista (Albanese quinta volta con Milani)

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