Sto lavorando trasversalmente ai miei “verticali”, in una “fase 2” che vede un’evoluzione qualitativa degli stessi. Ad esempio, gli eventi, con lo sviluppo di format per le ricorrenze private Discoloft, un party di musica 70/80/90 raffinato e al tempo stesso altamente coinvolgente, per compleanni, feste di laurea, momenti fra amici da realizzare in location di prestigio come rooftop bar, hotel, lounge, o appunto loft, intesi anche come residenze private. Ci sono poi le produzioni musicali. Sto preparando il lancio di nuovi singoli anche sulla mia etichetta (Soulshapes), accompagnati da video anche immersivi, sia per il mio progetto personale Rsoul che per per il mio collettivo di produzione multimediale Collectif D’Artistes Mediterraneens . Infine, ecco la comunicazione digitale, con nuove landing e social advertising in formato video e podcast.
Come sarà l’estate l’estate italiana? Tanta musica in italiano, forse troppa, è un bene o un male?
Credo che in termini di scrittura e arrangiamento gli italiani siano unici, e da tempo avanti, ora anche nelle sonorità. Per cui per me è un bene, finché si diverte non si annoia il pubblico.
C’è, RSoul Dj, un boom notevole di concerti, il che è senz’altro positivo… ma guadagnare qualcosa producendo musica registrata sembra ormai quasi impossibile…
Sì ormai le produzioni, almeno per artisti e dj, sono una vetrina. Il modello digital e social è di fatto ormai adottato anche dalle piattaforme musicali: vincono i grandi numeri, e le royalties agli artisti anche sui grandi numeri sono relative. Trovo assurdo che il modello di share 70/30 a favore degli sviluppatori non venga adottato anche per gli artisti, dove le major danno a loro percentuali nettamente inferiori
Che artisti o album o generi stai ascoltando di più in questo momento?
Sono amante delle sonorità 90 e 2000 di house, elettronica, Bristol Sound: Louie Vega, Massive Attack, Tricky, The Orb, Portishead, Filla Brazilia
E come artista, sei soddisfatto delle tue produzioni più recenti? Oppure degli eventi in cui suoni? Ci racconti cosa hai realizzato come dj e/o produttore?
Sto affezionandomi alla categoria più blasonata, dove le soddisfazioni non mancano. Sono deluso invece dai locali più underground con cui ho collaborato, dove ho dato tanto, ricevuto riconoscimenti di pubblico ma dove vincono le logiche dei bar di provincia: più porti gente, più suoni.
Motivo per cui mi sono messo a testa bassa e con il supporto dei grandi (Gianni Bini, The Reloud, Saytek, altri produttori inglesi e minori locali) per costruire una mia filiera che dall’idea al mix e al mastering sia in grado di scavalcare tali logiche e poter tornare in quei locali da protagonista.
Facendo rispettare il mio valore aristico, tramite adeguato cachet, com’è giusto che sia. Sono uno di quegli artisti che ambiscono a fari rispettare.
Il mercato è maturo, tutti vogliono fare questo. Se volete arrivare dovete impegnarvi davvero, senza fare sconti a voi stessi.
Radio e tv sembrano sempre meno importanti nel lanciare nuovi generi ed artisti… ma dove nascono le nuove tendenze, oltre che su Tik Tok?
Radio e tv hanno perso la partita e se ne pentiranno un giorno, vedi il caso Sanremo dove di fatto non trovano un conduttore. Proprio perchè la cultura è di pochi. TikTok pare se ne stia accorgendo, favorendo con l’algoritmo contenuti più lunghi. Io credo che il Creative Commons possa rivelarsi come una buona risorsa ed è su tale modello che sto facendo alcune riflessioni. Di fronte a un mondo sempre più omologato, i territori davvero liberi sono la nostra vera risorsa. Un po’ come è successo per i prodotti alimentari organic, i “piccoli orti” un giorno magari invertiranno la rotta.
Come vedi il futuro di chi vive di musica?
Male. Ormai l’industria musicale ha logiche simili al web advertising e rispetta poco i contenuti. Ma ci sono ancora due assi nella manica: Creative Commons e Branded Content. Artisti, se avete buone idee e contenuti contattatemi, posso darvi una mano!





































