Il 3 aprile 1984, esattamente 40 anni fa, Vasco Rossi pubblicava Va bene, va bene così, il suo primo disco live.
L’album era stato registrato in occasione delle ultime tre date del tour dell’anno precedente. Per l’occasione fu utilizzato The Manor Mobile, l’emanazione mobile di The Manor Studio, studio di registrazione aperto negli anni ’70 in Inghilterra da Richard Branson.
L’album contiene nove tracce ed ebbe il merito di far conoscere parte del primo repertorio di Vasco a chi aveva scoperto l’artista solo dopo il successo di Vita spericolata e Bollicine.
L’unico inedito, Va bene, va bene così, era stato scritto da Vasco insieme a Roberto Casini e Mimmo Camporeale. Curiosamente il tastierista dell’allora Steve Rogers Band non figura come autore nelle note di copertina, ma il suo nome compare regolarmente nel bollettino Siae. In studio la chitarra fu suonata da Dodi Battaglia. La canzone, dieci anni dopo, fu incisa anche da Mina ed inserita nell’album Canarino mannaro.
Inizialmente era stata ipotizzata anche la pubblicazione di un album doppio. In quel caso ci sarebbe stato un secondo inedito, T’immagini, brano che inizialmente Vasco aveva scritto per Valentino e che poi sarebbe entrato nel 1985 in Cosa succede in città.
Curiosamente, nel 1998 la Carosello pubblicò una raccolta intitolata Siamo solo noi…, all’interno della quale c’erano le versioni live di Valium e Voglio andare al mare. Probabilmente incisioni destinate al doppio album mai pubblicato.
Un’altra curiosità la riporta Massimo Poggini in Vasco Rossi. Una vita spericolata: in quel periodo il Blasco stava rinnovando il contratto con la casa discografica ed aveva anche deciso di acquistare la villa di Verucchia, che tutt’oggi è meta di pellegrinaggio da parte dei fan.
Secondo il sito Hit Parade Italia, Va bene, va bene così fu l’album più venduto dell’anno in Italia.







































