Cubana, violoncellista e cantante, viso e pelle bianca da bambola di porcellana, bocca rosso fuoco, Ana Carla Maza è arrivata nel 2023 al suo terzo album, “Caribe”, autoprodotto, il primo inciso con una full band. Dal vivo lo presenta al Blue Note in tutt’altra forma, violoncello e voce, accompagnata al pianoforte da Norman Peplow, che la segue con attenzione ma è un pianista molto medio. Lei suona il violoncello come un contrabbasso: pizzica le corde, usa anche l’arco, sia per cantare, che nei brani più ritmici; ha un suono morbido e potrebbe essere più aggressivo, vista la quantità di ritmo, ma lei sceglie la moderazione, forse perché viene dal classico, che ha studiato per quindici anni. Canta molto bene, intonatissima, da seduta danza mentre suona.
Il suo ultimo album è praticamente un viaggio musicale nei Caraibi e più a sud, da Cuba alla Repubblica Dominicana, Giamaica, ecc., fatto di merengue, rumba, cumbia, reggae, con un pizzico di sensualità. Il pubblico risponde allegramente e per una volta sembra persino andare a tempo, lei lo incita, chiede se vogliamo che canti in inglese o in spagnolo. Molto sgamata sul palco, sa muoversi bene. Repertorio di facile ascolto e grande intrattenimento, senza quella zampata che ti fa saltare sulla sedia. Peccato, perché potrebbe essere un’artista molto più convincente. In questa forma live, basterebbe un pianista alla sua altezza…







































