De Gregori e Zalone nel loro “Pastiche” in stile vintage

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De Gregori Zalone

Da non credere. “Pastiche” è il titolo del nuovo disco di De Gregrori Zalone, una coppia che come minimo promette sorprese. E, per quel che abbiamo potuto vedere, le mantiene pure.

Oltre a loro partecipano all’album Primiano Di Biase (Hammond), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarra e banjo), Bernardo Guerra (batteria), Guido Guglielminetti (basso), Simone Talone (batteria), Francesca La Colla (cori), Ezio De Rosa (trombone), Massimiliano Filosi (sax tenore e baritono), Sergio Vitale (tromba).

Tra i brani proposti spiccano “Pittori della domenica” di Paolo Conte, “Le cose della vita” di Antonello Venditti, “Putesse essere allero” di Pino Daniele. Due i brani di Zalone (il cui vero nome, come noto, è Luca Medici): “Alejandro” e “La prima repubblica”, mentre i due firmano insieme “Giusto o sbagliato” e De Gregori completa il resto della scaletta: “Atlantide”, “Pezzi di vetro”, “Rimmel”, “Falso Movimento”, “Buonanotte fiorellino”, “Ciao ciao”. La copertina rende omaggio a un disco di Renato Carosone, e i due annunciano che saranno in concerto il 5 e 9 giugno alle Terme di Caracalla in Roma.

Nell’affollatissima sala concerti della Santeria a Milano sono arrivati in tanti tra giornalisti e operatori, registi come Giorgio Verdelli, gestore di sale importanti a Milano come Gianmario Longoni, ma anche Luigi Grechi, il fratello maggiore di De Gregori. E, mentre si attende la breve esibizione dei due artisti, scorrono le varie canzoni, ma si capisce subito che l’ascolto dell’album è volutamente disturbato e per meglio apprezzarlo occorrerà correre a comprarlo o rivolgersi alle piattaforme digitali.

A seguire, i due offrono un piccolo concerto pianoforte (Zalone) e voce (De Gregori) cominciando con “Buonanotte fiorellino”.

De Gregori Zalone

Zalone avisa che è emozionato, i due hanno entrambi il cappellino e intanto parte il secondo brano, “Pezzi di vetro”. Mentre per “Pittori della domenica” di Paolo Conte i due a un certo punto si interrompono e riprendono daccapo la canzone. «per una resa migliore», spiegano.

Segue una canzone di Zalone, che doveva/poteva cantare Julio Iglesias: “Alejandro”, cantata a due voci, una strofa a testa.

Ogni canzone di De Gregori, il buon Zalone la presenta come “la più bella di De Gregori”. E stavolta sono in molti a credere che non sbaglia, perché “Rimmel” ha ancora quella forza di quando l’abbiamo ascoltata la prima volta nel 1975: per l’occasione si aggiunge l’armonica di De Gregori per il finale. E si arriva al singolo “Giusto o sbagliato”, scritta da entrambi. Invece “La prima repubblica” l’ascoltiamo da disco, mentre i due si preparano a rispondere a qualche domanda dalla sala.

DFe Gregori Zalone

Perché quel titolo? “Perché richiama qualcosa di antico, di vintage, e ci piace andare indietro nel tempo”, rispondono quasi all’unisono. E si rende omaggio a “My Way”, che De Gregori dice di aver provato a tradurre, ma non suonava bene, allora l’ha voluta accennare qui, anche perché è tempo di bilanci per età anagrafica. Ma su questo dissente Zalone (che è molto più giovane).

Perché questo lavoro tra noi due? È Zalone che risponde e dice che loro due sono amici e da tempo si frequentano regolarmente. Così è scaturito naturale questo omaggio alla musica italiana, come lo definisce De Gregori.

Qualcuno chiede se mai avremo occasione di ascoltare “Generale” tradotta in inglese, preparata a suo tempo, ma De Gregori risponde secco che non lo ritiene probabile. Però evidentemente qualcosa fa scattare la voglia ai due, ed ecco che improvvisano diverse strofe di “Generale”, però in italiano.  

“Ci siamo conosciuti a Bari,  quando De Gregori mi ha cercato” racconta Zalone, poi i due si sono ritrovati per una presentazione di un libro di Chewcco, dove hanno cantato “Gli uomini sessuali”, e da veri mattacchioni quali sono, lì per lì si sono messi a cantarla sorprendendo tutti.  Nel disco non c’è, ma è facile prevedere che nel live inseriranno una canzone di Celentano. A De Gregori piacerebbe cantare “Il ragazzo della via Gluck”.

De Gregori Zalone

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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