E la festa continua!

Un'altra puntata della saga Guédiguian a Marsiglia, amori, politica, tenerezza

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E la festa continua
di Robert Guédiguian.
con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin

L’infermiera Rosa (Ascaride) prossima alla pensione e ancora combattiva politicamente (e inutilmente) in una Marsiglia dove il proletariato va sempre più a destra, incontra l’amore (voilà, anche fisico) della terza età, Henri (Jean Pierre Daroussin), silenzioso intellettuale positivo che tra l’altro si rivela pure padre della futura nuora di Rosa (forse futura nuora, impegnatissima nel teatro popolare e nell’ecologia, un po’ spaventata dai sentimenti). Intorno ai giovani dubbiosi sulla vita e sul mondo, ecco il fratello di Rosa che porta sempre il cappello ed è l’ultimo comunista del sud della Francia (però molto attivo sessualmente) e il popolo tutto ruota attorno al crollo di un caseggiato marcio che simbolizza la decadenza di un’idea e di una nazione. Il popolo di Guédiguian è composto sempre dagli attori dei suoi film precedenti: se si mettono in fila i suoi film abbiamo la sua biografia politico amorosa in una Marsiglia dei ricordi, dei sentimenti e della lotta. Bello? Tenero? Forse triste e prevedibile come gli acciacchi dell’età o i piccoli ritorni di fiamma degli amori tardivi. Un po’ di retorica rivoluzionaria con declamazioni attorno ai monumenti non guasta, per la buona volontà. Ma insomma. Diciamo che l’amore è la continuazione della politica con altri mezzi in altre età e che la festa continui.

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