Al Gogol’Ostello la presentazione del libro “Eiar Eiar Alalà”

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Eiar Eiar Alalà

Giovedì 18 aprile alle ore 18,30 il Gogol’Ostello di Viale Bligny 41 (Milano) ospiterà il settimo e ultimo appuntamento di Che Rockonti a Milano: storie, personaggi e luoghi musicali, rassegna ideata e organizzata dal giornalista Massimo Poggini, di cui quasi certamente si farà una seconda edizione a partire da ottobre. Questa volta si parla di Eiar Eiar Alalà. Canzoni alla radio 1924-1944 di Franco Zanetti e Federico Pistone (Baldini+Castoldi), titolo scherzoso che cita e riprende modificandolo – come già avevano fatto all’epoca alcune “fronde” antifasciste, per sbeffeggiare l’emittente di Stato, tacciata non a torto di favoreggiamento del “sistema” – il moto “Eia Eia Alalà”, coniato da Gabriele D’Annunzio già durante la Grande Guerra per sostituire il “barbarico hip hip urrà”, e in seguito entusiasticamente adottato dal Regime.

Nel 2024 la radio compie cento anni, un secolo di parole e note iniziato esattamente alle ore 21 del 6 ottobre con un annuncio giustamente ritenuto “storico” di Ines Viviani Donarelli. Quel giorno nasceva l’Uri (Unione radiofonica italiana), che nel 1927 avrebbe modificato il proprio none in Eiar (Ente italiano audizioni radiofoniche). Fu così che gli italiani scoprirono la radio non solo come fonte di informazione ma anche di intrattenimento musicale, oltre che come efficacissimo mezzo di propaganda.

Per il centenario della radio sono già stati pubblicati (e altri lo saranno prossimamente) diversi libri dedicati all’avvenimento. Ma Zanetti, direttore di Rockol, giornalista bresciano che si occupa di canzonette (per passione e per professione) dal 1971; e Federico Pistone, giornalista del Corriere della Sera, da sempre appassionato di sport, viaggi e musica italiana d’autore, hanno avuto una bellissima idea, cioè analizzare la produzione di canzoni di quei due decenni – 1924/1944 – del secolo scorso, che fu abbondante e, spesso, qualitativamente pregevole. Purtroppo non è mai stata raccontata come merita, anche perché ha sempre sofferto dell’accusa di «strumento del Regime» – cosa che pure fu, ma solo in parte. 

In queste pagine troverete quindi 130 fra le canzoni, molte notissime ancora oggi, che hanno accompagnato, attraverso la radio e i dischi, la vita degli italiani di quegli anni, in schede che ne presentano gli autori e gli interpreti, ne descrivono la composizione della musica e lo sviluppo del testo, e le inquadrano nel contesto storico del periodo in cui sono state scritte, registrate e diffuse. È un contributo alla riscoperta di un repertorio finora ingiustamente trascurato.

Peraltro il libro è ricco di gustosissimi aneddoti, che ne rendono semplice e molto godibile la lettura. Si racconta il dietro le quinte di canzoni che ancora oggi petecchia gente canticchia (da Dicitencello vuje a Ma se che penso, da Un’ora sola ti vorrei a Non ti scordar di me e Dove sta Zazà). Accanto ai classici del fascismo, ci sono brani che invece tendevano a ridicolizzare il regime, da Bombolo (che prendeva di mira il podestà di Pisa) a Ciccio Formaggio, da Il tamburo della Banda d’Affori a Maramao perché sei morto?

Eiar Eiar Alalà

Alla realizzazione di Eiar Eiar Alalà hanno contribuito anche tre pesi massimi come Riccardo Bertoncelli (sua l’introduzione), Vincenzo Mollica (autore della postfazione) e Francesco Guccini (c’è un’intervista con Zanetti. Inoltre c’è una playlist di 11 brani interpretati da Le Sorelle Marinetti, trio maschile en travesti (foto sotto), creazione del produttore e autore Giorgio Umberto Bozzo: l’ascolto di questi brani tramite QR Code è il perfetto complemento ai testi che ne raccontano la storia.    

Eiar Eiar Alalà

Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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