Ringo Starr: «Nelle mie canzoni ci deve essere sempre positività»

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Ringo Starr

Crooked Boy. è il quarto EP consecutivo di Ringo Starr e include 4 brani originali. Tutte le canzoni, scritte e prodotte da Linda Perry, sono state completate con voce e batteria da Ringo. L’EP è uscito il 20 aprile 2024 su vinile marmorizzato in edizione limitata per il Record Store Day. Il venerdì successivo, 26 aprile, è stato pubblicato in digitale e il 31 maggio sarà disponibile la versione in CD e vinile nero, preordinabile da oggi QUI.

Dopo aver collaborato a due canzoni apparse sui precedenti EP di Ringo (“Coming Undone” su Change the World e “Everyone and Everything” su EP3), Linda ha chiesto a Starr l’opportunità di produrre un intero EP. Crooked Boy è il risultato finale del suo lavoro e comprende quattro brani: “February Sky”, “Gonna Need Someone”, “Adeline” e “Crooked Boy”.

Abbiamo avuto la possibilità di fare un Q&A con la stampa mondiale insieme a Ringo, durante il quale si è spaziato su vari temi, dal nuovo EP all’imminente tour con la sua collaudatissima All Starr Band.

CROOCKED BOY

Qual è stato l’approccio di Linda Perry alla produzione di quest’ultimo EP? 

Beh, Linda, vedi, ha giocato un ruolo molto importante. Ha scritto le canzoni, ha messo insieme la band, mi mandava i file o veniva da me e cantavo la canzone. Suonavo la batteria prima, e poi cantavo le canzoni. Poi lei prendeva quello che avevo fatto e ne faceva quello che voleva (ride). Ma questo EP è solo una parte di ciò che significano gli ultimi 4 anni.

Conoscevi il lavoro di Linda Perry prima di averla incontrate?

Sapevo chi fosse. Sapevo che era una scrittrice per i 4 Non Blondes. Quando ci siamo conosciuti ci siamo davvero trovati bene. Abbiamo riso. Abbiamo fatto due canzoni separate sugli ultimi due EP prima di questo. È davvero un’ottima musicista, un’ottima compositrice. Può essere autoritaria. Ma va bene così.

Linda ha scritto i testi. Le hai chiesto qualcosa in particolare?

Quando mi ha mandato le canzoni, ho notato che erano tutte belle, ma che erano in questo genere di ritmo basso. Quindi le ho detto, “Linda, scrivimi una canzone rock”.

Ed è così che siamo arrivati alla fantastica “Gonna Need Someone”. E ha messo su  anche una grande band su quel brano. Ha trovato quel musicista incredibile, Nick (Nick Valensi, chitarrista degli Strokes, nda). Quindi alla fine la scaletta è diventata “February Sky”, “Adeline”, poi il rock con “Gonna Need Someone”, infine la title track, “Croocked Boy”, “un ragazzo distorto che ha trovato la sua strada” (una citazione al fatto che Ringo, da piccolo, fu ricoverato spesso in ospedale, finendo anche per due mesi in coma a causa di un’appendicite acuta, ndr). Quindi, per rispondere alla domanda sì, le ho chiesto di scrivermi un pezzo più rock.

Le tue canzoni hanno sempre un’aspetto positivo. Può definirsi una tua prerogativa?

Sì. Le mie canzoni possono parlare di qualsiasi cosa, “il mondo è impazzito”,  “l’erba non cresce”, ma alla fine c’è sempre un fiore che spunta. È l’unica cosa che chiedo. Se mi stai scrivendo una canzone, può essere triste, ma deve avere, in un punto, un po’ di allegria o positività. Non voglio resti triste.

Hai parlato del tuo studio casalingo. Che setup hai?

È un ottimo equipaggiamento. Ci sono un paio di chitarre, di cui una regalata da mio figlio, un pianoforte e poi la batteria, in quella che era la camera da letto. Quella stanza è fantastica, otteniamo sempre un grande suono. Sai, non ci sono pannelli fonoassorbenti o cose del genere,  abbiamo solo montato tutto, ed è andato alla grande. Poi c’è una cucina, perchè questa era una piccola casa per gli ospiti, così possiamo berci un caffè o una cup of tea, e poi tornare al lavoro.

PAUL MCCARTNEY E I BEATLES

Come è stato il processo di lavorare di nuovo con il tuo vecchio amico, Paul McCartney, quando ha scritto “Feeling the Sunlight”?

Oh, molto difficile. Molto, molto difficile (ride). No, beh, alla fine ha fatto quello che facevano tutti gli altri all’epoca (l’EP fu registrato in casa durante il Covid, ndr). L’ha registrata nel suo studio, mi ha mandato i file. Ho fatto la mia parte, poi ho messo la batteria e ho cantato, e l’ho rimandata indietro per vedere se voleva cambiare qualcosa. Scherzi a parte è sempre fantastico lavorare con lui, anche se non eravamo fisicamente insieme. Ogni volta, se è in città, gli dico, “Porta il tuo basso, ho una traccia”. È meglio quando siamo nella insieme, sai, perché è incredibile. È un ragazzo incredibile. E ha un grande cuore.

Recentemente è stato pubblicato “Let it be”, il film di Michael Lindsay Hogg. Come ti fa sentire ritornare indietro a quei giorni?

Credo che questo re-editing sia fantastico. Ho amato il montaggio, perché riguarda solo noi ragazzi, la musica e le chiacchiere sulle canzoni.

Riguardo a “Let It Be”, cosa pensi del fatto che, grazie alla tecnologia, i Beatles continuano a rilasciare brani e opere?

Lo adoro. Anche perchè, finalmente, si può ascoltare la mia batteria! Se ascolti i primi dischi la mia base era sempre molto bassa. Ma quando li hanno rimasterizzati… Wow! Ma anche se pensiamo all’intelligenza artificiale, per noi è stata utile, perchè senza di essa non avremmo mai fatto “Now And Then”… John è lì grazie all’IA. Peter Jackson ha una macchina pazzesca e, da una cassetta, ha tirato fuori la voce di John e le ha dato forza. Pensa che nel ’96, quando sentimmo per la prima volta la cassetta non capivamo nemmeno se quella era la voce di John. E. Quindi dobbiamo ringraziarla per questo. So che c’è molta paura là fuori che possa “rubare la tua anima”. Ma non ruberà l’anima a nessuno.

ALL STARR BAND

Come ti senti sapendo che tornerai di nuovo in tour? E qual è il tuo segreto per rimanere vitale ed entusiasta? 

Amo suonare e poi, essendo un batterista, ho bisogno di una band davanti a me. Nel ’88, ho avuto pensiero il pensiero di fondare questa band e, nel ’89, ho iniziato a farlo diventare realtà. Alla fine posso suonare con un sacco di buoni musicisti. Suono le loro canzoni, che amo, e loro suonano le mie. In più ho modo di cantare, che è fantastico anche quello.

Abbiamo parlato di canzoni rock. Metterai in scaletta un brano come “Gonna Need Someone”?

No, non la sto suonando dal vivo. Ma se vuoi vendere magliette, fai il nuovo disco, perchè in quei momenti la gente si dilegua!  Mi piacerebbe fare qualcosa dal mio nuovo EP, potrebbe essere inserito più avanti. Ma non verrà inserito in questa prima parte del tour. La scaletta è quella che abbiamo suonato l’anno scorso. E la stiamo mantenendo così perchè alla fine le persone vengono a sentire i grandi classici.

PEACE AND LOVE

“Peace and love” è più di un tuo motto e negli anni si è evoluto molto. Alla luce della situazione attuale, come fai a rimanere così concentrato su di esso?

È semplicemente parte di me. Sai, è arrivato negli anni ’60, grazie agli Hippies, e siamo diventati hippies a modo nostro. Ed è stato un grande momento, un grande cambiamento nel mondo. Ma sai, sono ancora con questo, ancora ci provo. Tutto quello che faccio è la mia parte di pace e amore.

Last question: come festeggerai il tuo compleanno?

Come ho fatto negli ultimi 14 anni. Dicendo, “pace e amore”. E invitando tutto il mondo a farlo. L’abbiamo fatto a Chicago per la prima volta, con circa cento persone, e stavamo solo lì sulla strada. Adesso credo che siano 26 paesi a celebrare il momento di pace e amore a mezzogiorno. Quanto è fantastico! E magari il prossimo anno sarà sempre più grande, e tutto il mondo dirà “pace e amore”. Questo è il sogno.

Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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