Vangelo secondo Maria

Maria, Giuseppe e l'angelo di Dio in versione Barbara Alberti

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Vangelo secondo Maria
di Paolo Zucca
con Benedetta Porcaroli, Alessandro Gassmann, Lidia Vitale, Leonardo Capuano

Nazareth interpretata come un villaggio sardo di pastori ruvidi dove attorno al morto piangono in dialetto le attittadore (prefiche). Lì sposano le figlie a chi possono e a chi vogliono. Maria (Porcaroli) è così ribelle che non solo non vuole essere accoppiata a un maschio deciso per lei, ma rifiuta anche un partito principesco, il figlio di un ricco religioso: lei vorrebbe vedere il mondo e sapere le cose. E in tutta Nazareth c’è una sola persona che ha visto il mondo (anche l’Egitto e i greci) e trova giusto che le donne imparino a leggere e scrivere: il falegname Giuseppe (Gassman). Quando scopre di essere stata data in sposa a lui, Maria accetta. Ecco la sacra famiglia secondo Barbara Alberti (dal suo romanzo omonimo del 2011): una discepola protofemminista che cerca un maestro e la libertà. Poi Dio manda un angelo (con le ali che frullano e vesti da sacra rappresentazione) che ha l’arduo compito di convincere la riottosa che il suo destino è partorire il figlio di Dio e fare la Sua volontà. E acquietare Giuseppe, che sarà anche l’unico che ha girato il mondo e accetta un rapporto senza carne con la sua sposa, però un po’ è seccato. Strano film, ovviamente non conforme ai Vangeli, interessante proprio per queste invenzioni. C’è anche un Erode esagitato rappresentato attraverso la follia.

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