Addio a Ghigo Agosti, antesignano del rock italiano con “Coccinella”

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Ghigo Agosti
foto di Roberto Frizzo

L’antesignano del rock italiano, Ghigo Agosti, se n’è andato stanotte, 27 maggio 2024. Era nato a Milano il 10 luglio 1936 e già a vent’anni sprizzava rock da tutti i pori. È venuto anche il suo turno, dopo Guidone e dopo Clem Sacco, due suoi coetanei amici per la pelle. Con loro aveva cavalcato le prime onde del rock italiano con i suoi festival, prima al Palazzo del Ghiaccio e poi al Teatro Smeraldo.

Ghigo era di buona famiglia, abitava a Milano e aveva camerieri in casa. Così, appena è scoppiata la mania del rock, organizzava serate a casa sua dove si suonava fino a tardi o nei pomeriggi domenicali. Andavano da lui i musicisti milanesi, quelli che frequentavano il Santa Tecla, soprattutto Giorgio Gaber e Enzo Jannacci. Intanto si produceva in piccole eibizioni e imitava i primi vagiti di rock americano, al punto che un giorno viene notato da Celentano che gli chiede lezioni di rock. La cosa andò in niente, perché Celentano credeva che Ghigo fosse veramente un cantante americano. Poi sappiamo come è andata: Ghigo arriva al primo posto della hit parade con il singolo “Coccinella”.

Le sue esibizioni fanno notizia. Ce n’è una su you tube dove si strappa la camicia e ad accompagnarlo sono i Ribelli del Clan Celentano. Ed è accompagnando Ghigo che si forma uno dei complessi più interessanti del beat italiano. Sono Mino Di Martino e Enrico Maria Papes che nel breve decideranno di formare a loro volta un gruppo chiamandosi I Giganti. Ghigo è irrefrenabile, vuole sempre cambiare, così anzichè rimanere sulla strada del primo singolo, che tra l’altro aveva un testo che parlava di omossessualità, decide di cambiare genere. Arrivano altri singoli dove inserisce la componente demenziale (“Allocco tra gli angeli”, “Pascale”, “El marmellito”, “Banana frutto di moda” e “Un carnevale celestiale”). È Franco Daldello che nei primi anni Novanta li raccoglie e pubblica “Gli avanzi di Ghigo”.

Ghigo Agosti
foto di Roberto Frizzo

A suo tempo l’artista macina concerti, specialmente nella riviera ligure, come Ghigo e i Goghi, parafrasando Toto e i Tati, quando proprio Toto Cutugno era uno dei musicisti che lo accompagnava. In formazione al suo fianco figuravano Fabrizio Paolo Antonio Cappetti, Gilberto Ziglioli, Claudio Corazza e Roberto Frizzo. È stato quest’ultimo a chiamarmi, ben sapendo che entrambi cercavamo in tutti i modi di rimanere in contatto e fargli sentire una certa vicinanza. Vita intensa la sua, vita sfrenata. A un certo punto Ghigo si inventa uno spettacolo teatrale e musicale, esce dai canoni e non gli riesce più facile coinvolgere le case discografiche, finché un bel giorno decide di cambiare mestiere.

Diventa fotografo, uno dei più importanti fotografi per la musica e lo spettacolo al punto che suoi scatti vanno a rimpiere giornali patinati o vanno sulle copertine di dischi. Passano decenni e un bel giorno Ghigo lascia la città per trasferirsi sulle colline pavesi dove è mancato. Lascia il figlio Matteo e la figlia Francesca. L’ultima volta che lo abbiamo visto su un palco è stato nel 2017 a Il Sotto di Arlati quando Michele Bovi venne ospite della serie Che Musica a Milano. Ormai da qualche decennio Ghigo si era molto avvicinato al credo religioso. Nel 1996 aveva pubblicato il doppio cd “Frammenti di preghiera” e a seguire arriveranno altre autoproduzioni, perchè il contatto con la musica non l’ha mai mollato. Per noi che ti conoscevamo oggi è un giorno triste più che rock. 

GHIGO E I GOGHI, da sinistra Roberto Frizzo, Claudio Corazza, Gilberto Ziglioli, Enrico Maria Papes, Fabrizio P.A. Cappetti, Ghigo Agosti.
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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