Prog rock: tornano i Semiramis a 50 anni dall’esordio

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Semiramis

Non c’era nulla di certo, così si andava a vedere concerti collettivi, quelli che si chiamavano festival pop e capitava di ascoltare qualche gruppo emergente che catturava l’attenzione. I Semiramis non ebbero lunga vita, ma la loro irruenza rock espressa in un unico album ha lasciato un bel segno in quel fervido momento per la musica italiana fatta da gruppi e meno dai cantautori. Anzi, per rimanere al passo con le attese del pubblico, i solisti cominciarono a non presentarsi più da soli con la chitarra ma accompagnati da un vero e proprio gruppo: Antonello Venditti con gli Stradaperta e Claudio Lolli con un collettivo di musicisti bolognesi per dare vita al capolavoro “Ho visto degli zingari felici”. 

Ebbene, a distanza di tanti anni, esattamente 50, i Semiramis tornano con un album di nuove canzoni, “La fine non esiste”, per BTF etichetta specializzata nella valorizzazione del patrimonio italiano collegato al genere Prog. Nel gruppo storico dei Semiramis facevano parte Michele Zarrillo e Giampiero Artegiani, entrambi con una importante carriera da solista, quest’ultimo anche autore di brani come “Perdere l’amore” vincitore del Festival di Sanremo 1988. Ora, dopo aver ripreso da un decennio l’attività live, documentata con un album nel 2017, i Semiramis arrivano a pubblicare nuove canzoni e musica nello stile che li ha contraddisti fin dagli esordi. Melodie e cambi di stile tipici del prog e una forza espressiva che ci riporta agli albori di quello che è stato un fenomeno importante per la musica italiana e europea degli anni Settanta. 

Semiramis
Ritaglio stampa dallo storico settimanale Super Sound

Ne abbiamo parlato con il fondatore storico, il batterista Paolo Faenza, che ha raccolto attorno a sé un gruppo di musicisti appassionati del genere e insieme hanno calcato le scene arrivando a suonare in Giappone, paese molto ricettivo in merito al pop italiano dei Settanta.  

“La fine non esiste” arriva dopo alcuni anni di concerti. Quando avete rimesso insieme il gruppo per arrivare a questo risultato? 

Dal 2014, quando ho deciso di riformare i Semiramis, con il susseguirsi dei vari elementi c’è voluto il tempo naturale e necessario al consolidamento dell’attuale line-up per poi arrivare alla scrittura e alla conclusione del nuovo lavoro. Dopo la prematura scomparsa di Giampiero Artegiani e Maurizio Zarrillo sono rimasto in formazione con Ivo Mileto e Daniele Sorrenti fino ad oggi. 

L’ever perso nel giro di poco tempo sia Maurizio Zarrillo, fratello di Michele, che Giampiero Artegiani cosa ha causato per il gruppo? 

Poco prima di partire per il “Live in Tokyo”, siamo nell’agosto 2017, arriva la prima perdita importante per la band, ovvero Maurizio Zarrillo ci tira un brutto sgambetto e per me arriva il primo campanello di disorientamento. Faticosamente con tutta la band decidiamo di affrontare ugualmente il concerto di Tokyo, dedicandolo a Maurizio e rimandare qualsiasi decisione per un prossimo disco a un momento successivo. Poi però, nel febbraio 2019 anche Giampiero Artegiani ci lascia. A quel punto il primo pensiero è stato quello di mollare il colpo, ma la forza della musica è uscita alla grande e aver trovato Daniele Sorrenti come spalla per la parte compositiva mi ha fatto ritrovare la forza per continuare e preparare musica e testi per “La fine non esiste”. 

Sei l’unico della band originale rimasto nel gruppo, vuoi presentarci la formazione attuale? Oltre a me (batteria e vibrafono) ci sono Ivo Mileto (basso) e Daniele Sorrenti (tastiere, organi e synth) già nel gruppo da un decennio, a loro si sono aggiunti Emanuele Barco (chitarre elettriche), Marco Palma (chitarre acustiche) e Giovanni Barco (voce). La mia presenza serve come collante e memoria storica con quello che è stata la musica degli anni Settanta che ha generato quello stile Prog Rock ancora oggi molto amato. 

Avete partecipato a qualche festival pop? Come eravate arrivati a quel disco che venne osannato dalla critica? 

All’epoca abbiamo partecipato a vari festival pop, da Villa Pamphili al Be-In di Napoli, ma anche al Palermo pop. Ci tengo a dire che il nostro disco “Dedicato a Frazz” è stato acclamato in origine, ma addirittura riscoperto negli anni a venire da un più vasto pubblico. A quei tempi i dischi dovevi comprarli e i passaggi in televisione o in radio erano ridotti al minimo per tutti i gruppi del pop. La costruzione del nostro disco d’esordio è cominciata alla fine del 1972 e terminato nel 1973. Una vena compositiva che coinvolgeva tutti noi nel musicare i testi di Marcello Reddavide.

Per il nuovo disco come vi siete mossi per i testi, in due brani fate riferimento e rendete omaggio alla transvolatrice americana Amelia Earhart (“Donna dalle ali d’acciaio”) e a Umberto Nobile (“Tenda rossa”) anch’egli transvolatore avventuroso. Affascinati dai pionieri del volo? 

Siamo affascinati dai pionieri dell’aria, siamo stati ispirati da chi tenta o ha tentato in passato imprese al limite della follia, proprio come il nostro caro Frazz degli esordi. Abbiamo deciso di scrivere nuovi testi e chiamarlo “La fine non esiste”, come inno alla capacità di andare oltre, di superare i confini di ciò che è considerato possibile, normale, giusto. Una scintilla geniale e folle allo stesso tempo, che permette all’individuo di fare dei passi in avanti, piccoli o grandi che siano. 

Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) e Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023) .

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