Vincent deve morire
di Stéphan Castang
con Karim Leklou, Vimala Pons, François Chattot, Karoline Rose Sun, Emmanuel Vérité
La prima volta sembra che qualcuno ce l’abbia con Vincent (Leklou) per un motivo: sfotte uno stagista e questo lo picchia. Dalla seconda volta in poi è chiaro che il mondo intero ce l’ha con Vincent: basta che guardi qualcuno negli occhi in qualsiasi situazione e anche la persona più dolce perde il controllo e tenta di ucciderlo. Insomma, Vincent deve morire. È materia tragica, anche se all’inizio viene da ridere: ed è interessante finché non sappiamo il perché, ma intanto conosciamo qualcuno che ha il suo stesso problema e gli svela che tipo di vita clandestina dovrebbe fare per resistere: mai guardare nessuno negli occhi, avere un cane (che sente quando la violenza monta), evitare i rapporti umani… Poi quando si rivela che un’epidemia di violenza scuote la Francia e tutti ce l’hanno a morte con tutti, il film passa da metafora criptica ma intrigante (sociologica? filosofica? psicologica? demenziale? lo stato delle cose nel mondo?) a una specie di fantahorror colto, girato bene, con qualche groviglio di troppo nella seconda parte. Però è davvero inquietante. E che fatica l’amore…






































