“buongiorno, e in caso non vi riveda, buon pomeriggio, buona sera e buonanotte!”
Quando Peter Weir, regista degli acclamati L’attimo fuggente e Fearless, sceglie Jim Carrey come protagonista della saga dell’assicuratore la cui vita in realtà è uno show a vantaggio dei telespettatori, ha tutta la produzione contro. Comprensibile: non solo Carrey pretese un cachet da 12,5 milioni di dollari, ma prima di allora aveva solo interpretato parti come Ace Ventura, The Mask e Scemo e più scemo; e questo film sembrava essere decisamente fuori delle sue corde.
Invece, Weir ha un’intuizione geniale, un po’ come Pasolini scelse Totò per alcuni suoi film, e scopre in Carrey delle doti di sensibilità e complessità introspettiva al tempo inaspettate, tanto che The Truman Show deve moltissimo all’attore canadese: l’anno dopo esce Ed TV, praticamente identico, che però passerà inosservato.
È anche il film che preconizza, o forse si limita a lanciare, il reality show (Grande Fratello esce nel 1999 in Europa, e da lì si aprono le dighe), la spettacolarizzazione della vita quotidiana come celebrazione della normalità (o della banalità, se ne siete detrattori; infine, grazie alla strepitosa interpretazione di un altro grande, Ed Harris, è una fine critica del delirio di onnipotenza dei media, visti come dei che giocano con la vita dei comuni mortali. Finale metafisico come un quadro di Magritte.
Altre ricorrenze
- 1937, nasce Morgan Freeman, attore di A spasso con Daisy, Seven e Premio Oscar per Million Dollar Baby
- 1943, muore Leslie Howard, attore di Via col vento, abbattuto in volo dai Nazisti
- 1944, nasce Robert Powell, il Gesù Cristo di Zeffirelli
- 1946, nasce Brian Cox, attore de La 25° ora e Manhunter
- 1947, nasce Jonathan Pryce, attore di Brazil e La maledizione della prima luna
- 1966, nasce Teri Polo, attrice di Ti presento i miei e The unsaid
- 1996, nasce Tom Holland, attore di The impossibile, e il nuovo Spiderman sullo schermo





































