Eileen

Eileen, prigioniera (di se stessa) in un carcere minorile conosce la nuova psicologa

0

Eileen
di William Oldroyd
con Siobhan Fallon Hogan, Anne Hathaway, Shea Whigham, Thomasin McKenzie, Jefferson White

Elileen (McKenzie), venticinquenne bambina che gira con un’auto in cui si infiltra il fumo dello scarico e si masturba, lavora senza un ruolo preciso nella segreteria di un carcere minorile. Ogni tanto immagina come usare la pistola che il padre ex poliziotto demente e alcolizzato punta ai vicini di casa. Massachusetts anni Sessanta. Arriva nel carcere una nuova psicologa (Hathaway), alta, bella, ossigenata come una diva, fumatrice, bevitrice e decisa a riformare il carcere e pure Eileen. Sembra tutto sporco in Eileen, con odori equivoci, vuoi per la grana della pellicola in apparenza girata con una cinepresa portatile in luce scarsa (e invece è una raffinata finzione elettronica), vuoi per l’ambiente (baracche, brutte case e carceri e neve sempre sporca), vuoi per le cose che dice il padre di Eileen che disprezza la figlia, vuoi per le cose che fanno Eileen e Rebecca. Potrebbe essere la nascita di un amore omosessuale che scuote Eileen oppure un tentativo da parte di Rebecca di radicalizzare le procedure di giustizia. Ha scoperto che un ragazzino parricida in realtà era abusato dal padre con la triste complicità della madre. E se la costringessero a confessare? I metodi di Rebecca sono discutibili, quelli di Eileen vanno fuori controllo. Un po’ anche il film, che passa da una letargia preparatoria al disastro. Ma il regista è lo stesso di Lady Macbeth, uno specialista in psicologie strane e letali

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome