I film sono in versione originale sottotitolata
Nato nel 1932 nell’ex Urss, figlio del grande poeta poeta Arsenij, Andrej Tarkovskij, diviene allievo di Michael Romm all’Istituto di Cinematografia di Mosca e anche di Dovgenko “un poeta con la cinepresa in mano”, come lo definisce lo stesso regista, affascinato dalle sue lezioni. Figlio del poeta Arsenij, si diploma nel 1962 all’Istituto di cinematografia di Mosca con il mediometraggio Il rullo compressore e il violino, in cui il giovane regista dimostra di essere estraneo al “realismo socialista”, che impone a tutti gli artisti una sorta di soffocante omologazione. Del 1962 è il suo primo lungometraggio L’infanzia di Ivan, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia, tra vivaci polemiche soprattutto con la critica italiana di sinistra, per un’oggettiva rottura con il cinema di guerra patriottico. Nel 1966 termina il capolavoro assoluto Andrej Rublev, straordinario affresco di un tormentato medioevo, in cui visse l’omonimo pittore di icone. Il film è una riflessione sull’arte, sulla religiosità e sul potere, che non piace alle autorità. Il successivo Solaris, considerata la risposta sovietica a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, è la storia di tre scienziati di una stazione orbitante, che vedono misteriosamente materializzarsi i loro desideri più nascosti. Nel 1975, sempre più isolato in patria, gira Lo specchio, saggio autobiografico giudicato troppo ermetico e perciò ritirato dalla distribuzione. Stessa sorte toccherà a Stalker, un’opera di raro misticismo, con la quale il regista prosegue il suo viaggio nel degrado del mondo, alla ricerca della spiritualità che forse potrà salvare l’umanità. Il 29 dicembre 1986 il cineasta muore in una clinica parigina. Il cinema perde uno dei suoi più grandi geni. I primi tre film della rassegna sono Solaris (domenica 2 giugno ore 15.00); L’infanzia di Ivan (mercoledì 5 giugno ore 19.00) e Andrej Rubliv (domenica 9 giugno ore 15.00).







































